Credo che quella del minimalismo, anzi dell’essenzialità, sia più che una moda. E’ quella di marchi come American Apparel, di cui si parla poco, meno che Abercrombie… ma funziona ed è (forse) più su. Sono poi in arrivo a Milano due marchi che i veri fashion expert considerano un poi cheap, ma sono molto longevi e senz’altro molto easy ed essenziali, parlo di Gap e Banana Republic… Senz’altro non appena arriveranno a Milano la loro coolness Segno che l’essenzialità fa campare bene e allunga la vita. Ma questa è una premessa. Volevo scrivere di altri minimal brand. Amo molto questi quattro design pieces, tutti segnalati da Colette nella sua imperdibile newsletter mensile. Trovate tutto in vendita a Paris, ovviamente, oppure (se siete fortunati), sul sito. Caratteristiche comuni: nero su bianco (o viceversa), righe per dividere il testo, leggibilità estrema… Forse il no logo è troppo, ma quando li logo diventa parte del prodotto in modo sobrio e non caciarone come le più recenti polo di Ralph Loren col logo immenso… diventa inessenziale.
Fashion’s Night Out 2010 PSA from Fashion’s Night Out on Vimeo.
Fno sta per Fashion’s Night Out ed è qualcosa che succede a New York il prossimo 10 settembre. Non dico che vale la pena prendere l’aereo e partire subito ma quasi. Tanto per cominciare si può fare un salto sul sito. Ecco che si può condividere con gli amici e credo soprattutto le amiche il proprio shopping itinerary, poi ci sono i consueti messaggini via Twitter, poi c’è la sezione eventi in cui i vari negozi segnalano quello che fanno. Ad esempio A Bathing Ape (BAPE) di 91 Greene Street farà sconti un po’ su tutto (Shopping incentives on all items from 6 to 10 pm), mentre 7 For All Mankind (diversi negozi in città) punta su champagne, dj set, un regalino da Tarte Cosmetics… e infine su un concetto che non conosco: “on-the-spot hemming”. Guardo il dizionario così forse capisco: to hem vuol dire far l’orlo. Insomma, se sei tappo come chi scrive ti fanno l’orlo sul posto. Sembra una stupidata e invece è cool. Stai a vedere che con un last minute… E’ pure per beneficenza…
Il video del nuovo singolo degli Arcade Fire, We used to wait, è sulla bocca di tutti. Lo trovate qui con il nome di The wilderness downtown. Non un video nel senso classico, ma un’esperienza interattiva che usa le armi dell’immedesimazione emotiva. È stato girato dal regista Chris Milk insieme al Google Creative Lab, sfruttando Google Street View e Google Maps. Usa la tecnologia HTML5, e si vede meglio se avete come broswer Chrome e soprattutto un computer potente. All’inizio dovrete inserire l’indirizzo della via in cui avete passato l’infanzia, poi il video si dipana tra più finestre. Risultato non eccelso, ma utile per farsi un’idea di quello che ci attende in futuro.
Avete l’ossessione dell’ordine? Non lasciatevi sfuggire Things Organized Neatly, il photo-blog che Tina Roth Eisenberg ci segnala dalle pagine del suo Swiss Miss.Tra le immagini in archivio, biciclette, angoli domestici, officine e molto altro dove l’ordine vince sempre sul caos.

E’ stato lanciato a metà del mese di agosto questo ibrido tra design e mondo dello sport. L’idea arriva dal portale “BOOOOOOOM!” ed è un concorso per la linea Converse Skateboarding. La linea guida è semplice: costruire uno skate usando materiali non convenzionali. Ci sono solo cinque regole da seguire, che poi ‘regole’ non sono, visto che lo skateboardnon deve essere necessariamente funzionale e non c’è nessun limite alla scelta e l’utilizzo dei materiali.
Dal 7 ottobre in poi, leggete 160 pagine spendendo 14.9 euro e diventate cool. Come? Facile. Basta comprarsi Come essere Cool, How to be cool in inglese, di Frances Reade… oppure diventare amici di Lapo e Bianca. Siccome Lapo è sempre in giro per party, non è facile incontrarlo e leggere è una tale noia. Ma dopo aver letto questo libro, non solo saprete come annodare una sigaretta o truccarvi come Cleopatra, ma imparerete anche a esibirvi in un indy grab, ballare l’hand-jive, cucinare con la lavastoviglie… E poi, diciamolo, l’unico che crede che la coolness sia una roba seria è Lapo. Fances Reade no di sicuro. In fondo il suo librino è puro intrattenimento. Essere cool è una cosa parecchio complicata, se non si ha un nonno come Gianni o uno zio come Mario, mio zio. Nell’82 si comprò un televisore enorme per vedere i mondiali, e allora il calcio era una roba così cool.
L’altro giorno ho ricevuto il solito comunicato stampa che faceva più o meno così. “Buongiorno, sono lieta di segnalarti che collegandoti a conversations.nokia.com potrai trovare molte interessanti informazioni relative al nuovo laboratorio nato dall’alleanza tra Nokia e Intel”. Ora, siccome della suddetta alleanza non è che mi importi poi tanto, volevo soprassedere, anzi l’avrei fatto con notevolissimo piacere… Poi però ho letto la frase successiva del succinto comunicato post vacanze. Dopo essermi sorbito il solito 3d (sembra tra l’altro che Toshiba abbia bruciato tutti per una formula senza occhialini), ho letto che ad Olulu, sede della joint venture Intel - Nokia: “si disegna il futuro del 4° schermo”. Sul futuro ognuno ha le sue idee, ad esempio io sono certo che la profezia dei Maya si avvererà… ma che cos’è il quarto schermo? Ovviamente da su Conversation Nokia non ho capito cosa sia anche se si tratta di un Nokia Blog molto interessante. Ma facendo un giro sul web ho capito che dovrebbe essere uno screen olografico che sui cellulari prenderà il posto di touchscreen e tastiera. Le icone saranno a tre dimensioni, ad esempio. Si potrà, non si sa bene quando, scrivere semplicemente spostando le dita sullo schermo. Sinceramente parlando, non ho capito molto, ma non amando molto la tecnologia touch, sono certo che la prossima generazione di utenti tecnologici non avrà gli schermi eternamente sporchi e pieni di ditate. Prendere nell’aria forme 3d mi sembra molto più cool. Quasi come digitare sulla tastiera con cui sto scrivendo adesso.
Minirampe da skate, Harley Davidson che rombano e automobili customizzate ovvero cambiate completamente dai loro proprietari, artisti e skater. A Milano, a settembre, dal 17 al 19, Vans festeggia così. Oltre allo skate e alla bmx, Vans porterà Max Schaaf, l’artista skater, noto customizzatore di Harley Davidson, che in passato ha firmando un modello di scarpe dell’esclusiva linea Vans Syndicate. Il titolo dell’evento è semplice: Kustom & Art Show, nel vivissimo quartiere Isola. Ma se la cosa più cool del mondo fosse avere una Fiat Tipo (o Tipò come diceva lo spot) di 30 anni fa per niente customizzata e molto ammaccata? Andiamo a dare un’occhiata.
Durante le recenti apparizioni del progetto Plastikman il noto dj e produttore R.H. ha tenuto nascosta la sua più recente invenzione. Anche lui infatti sta sviluppando un’applicazione per iPad. Voglio sperare che in futuro eviti di farsi pagare così tanto e si presenti solo con qualche iPadella Apple alle sue performance che, sinceramente, spesso non convincolo il pubblico e anche lo stesso artista. Ricordo infatti un suo post su Twitter, quando le track che suonava apparivano in diretta sul suo status (e acquistabili sul suo Bearport) e le sue scuse sulla deludente performance subito dopo. Purtoppo però riempe ancora qualunque club e rimane quindi un ottimo investimento.
Favela On Blast - Official Trailer from Mad Decent on Vimeo.
Diplo debutta alla regia di un documentario chiamato “FAVELA ON BLAST” . Il film documenta una sottocultura musicale vivace e innovativa che mescola funk americano elettronico degli anni ‘80 influenzandolo con la musica brasiliana. Nasce così dalle baraccopoli del Brasile, note appunto col nome favela, un genere musicale qui definito funk carioca. La versione digitale è acquistabile online per 5$.
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