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Noi della vecchia generazione  abbiamo vissuto l’era del videogioco come un attività poco…attiva, direi decisamente sedentaria: le nostre giornate passavano seduti sul divano  aggrappati al Gameboy o seduti sul tappeto impugnando il joystick in una mano e un tegolino nell’altra. 

Da lì è stato un susseguirsi di realtà sempre meno reali e di coinvolgimenti con la piattaforma fino al limite della simbiosi. In questo contesto la fa da padrona la Wii,  che ha stravolto “le regole del gioco” portando fisicità e muovimento a tutti i ginnasti del pollice. Il futuro prossimo è di fare del tutto a meno di dispositivi di comando tra noi e il computer usando direttamene il nostro corpo per giocare. Il primo passo verso la nuova frontiera del game è stato l’Eye-Toy, una combinazione di videocamera più software installabile sulla Playstation che permette di giocare semplicemente muovendosi. Ma vogliamo fermarci qui? Non sia mai! Il secondo step saràestendere il concetto da singolo e/o individuale  al crowdsourcing, uscendo così dall’ambito domestico. Brand Experience Lab ha pensato di utilizzare i cinema come terreno di prova e nello specifico le folle come interfaccia di comando. Al momento i meccanismi sono molto semplici: il pubblico della sala deve collettivamente inclinarsi da una parte o dall’altra, facendo così muovere  un oggetto sullo schermo (una racchetta da tennis, un’automobile and so on). Un po’ come ballare YMCA o il Gioca jouè nei villaggi vacanze insomma. Il fine di tutto non è ovviamente sollazzare il pubblico annoiato in attesa dell’inizio della pellicola ma  sfruttare questa prigionia forzata esponendo la folla a forme di advertising studiate ad hoc. Un buon modo insomma per spingere il buon vecchio spot mentre l’auditorio è impegnato con una hola a fare un goal di testa ai Mondiali 2010. Attualmente in fase di test, un suo rilascio su più larga scala è previsto  in tempi non lunghissimi.