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Che questi siano gli anni dell’emancipazione dell’informazione indipendente e personale, soprattutto attraverso i blog e simili, è un dato di fatto. Ultimamente, però, il concetto di autoreferenzialità si sta allargando a macchia d’olio, investendo settori come il design, l’abbigliamento, il sociale e, soprattutto, l’editoria. Ne è un esempio lampante il dilagare dei portali su cui stampare, pubblicare e distribuire i propri scritti, i proprio romanzi o raccolte di racconti e/o poesie.

Insomma, il futuro parla sempre di più la lingua della produzione indipendente, del low budget, della scoperta del talento nascosto.

Un bene? Un Male?

A parer mio entrambi. Con il livellamento verso il basso dei mezzi di produzione e creazione (fenomeno già conosciuto nella produzione cinematografico/visiva e musicale), si da certamente la possibilità a chi è fuori dai grandi circuiti e centri di potere di esternare le proprie ambizioni artistiche, fermo restando che l’arte è forse per molti, ma non per tutti.

Di fatto, siti come www.lulu.it o www.autocircuito.it, solo per citarne due a caso (in realtà sono sempre di più) confermano come la rivoluzione nei processi creativi e distributivi dell’arte sia ormai cosa avviata.

Il concetto è semplice: invii il file, scegli il formato, la grafica e l’impaginazione. Numero di copie e prezzo vanno a braccetto per i novelli editori-scrittori fai da te.