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Reuters, l’agenzia stampa numero uno al mondo, ha da poco abbandonato Second Life perchè secondo i due giornalisti inviati nel mondo virtuale, lì non succede niente di degno di nota… Come se non bastasse, anche per il Linden Dollar, tira aria di crisi e Lively, il progetto concorrente di Google, starebbe per chiudere i battenti. E’ un duro colpo per i tanti media italiani che al fenomeno hanno sempre dato grande spazio, perché sarebbe ‘la novità del momento’, molto più cool di internet a band larga, dell’e-commerce, della rivoluzione del porno gratuito in rete (rivoluzione che è avvenuta negli ultimi mesi nel silenzio più assoluto, perchè non è chic né cool cliccare su Pornhub.com, anche se una buona parte dei maschi con banda larga lo fanno)… Come faremo senza gli eventi, sponsorizzati da questo e quello in Second Life? E senza le isole virtuali di Max e Style del Corriere? Come faranno seri i manager che di sera si trasformano in buontemponi organizzatori di concerti? In qualche modo faremo, anzi stiamo già facendo. L’idea che su internet ci sia una seconda vita e non, semplicemente, tutta quanta la vita, non funziona affatto.