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Il manifesto dell’iniziativa è un po’ pomposo, anche se senz’altro si capisce che è tutto a fin di bene e non a scopo di lucro: “(…) grazie alle nuove tecnologie, la parola non ha più bisogno di essere controllata da chi possiede i mezzi per pubblicare e accedere ai canali di distribuzione, né dai governi (…). Tutti possono raccontare le loro storie al mondo..”. Tutte cose che sapevamo già e che non sono poi del tutto vere.

Ma detto questo, la versione italiana di Global Voices è davvero un gran bel sito. Chi come me parla solo inglese ed italiano si sente un po’ tagliato fuori dal resto del mondo non italiano (piccolo) ed anglofono (grande ma non unico). Su GB si riesce a farsi un’idea di quello che succede ogni giorno nel mondo e di cui i telegiornali e i giornalisti cool, pure quelli web, non parlano mai… Perché certe cose non fanno mani notizia. Volete sapere qualcosa di quel che succede alle Figi o nel Caucaso meridionale prima che scoppi un’altra guerra sanguinosa? Su GB un’idea è possibile farsela e magari dare una mano, prima dell’ennesima catastrofe.