Un mio amico e collega è fissatissimo con Twitter. Ne parla in continuazione, quando gli accennano al web e a quanto siano importanti i social network. Certo, Twitter è solo l’ultimo arrivato, ma a differenza di altri (Youtube, Myspace, Facebook. Tra l’altro l’amministratore delegato di Myspace si è appena dimesso, ma è un’altra storia…) non vuol farti ritrovare nessuno e non è all’avanguarda tecnologicamente. Ossia il punto è che ormai farsi trovare è banale, e la tecnologia è sempre avanzata… per cui è molto meglio cazzeggiare (ops, perder tempo) scrivendo messaggini da 140 caratteri, senza accorgersi magari che il nuovo standard della comunicazione è proprio questo (messaggini da 140 caratteri che dicano cosa stai facendo e basta, niente fronzoli)… Ma sto dimenticando il punto essenziale, ossia che ormai anche i locali utilizzano parecchio Twitter per promuoversi: c’è un brand con due ristoranti a Los Angeles, Kogi, che ha qualcosa come 17.000 followers e a loro comunica stupidate (che non fanno mai male ed appuntamenti. Anche perché chi è su Twitter è un trendsetter, uno di quelli che influenza gli altri. Almeno per ora, per cui, dicono gli esperti di marketing. Per questo Starbucks ha qualcosa come 140.000 followers e a loro comunica notizie tipo la loro Small Farmer Sustainability Initiative. Certo, sono cose di nicchia, per veri appassionati… Ma chi è che non ama scrivere messaggini, anche quelli più inutili? Ci vediamo lì, anzi ci scriviamo, perché di vederci via webcam e perdere tempo a personalizzare pagine come su Myspace o a festeggiare compleanni come su Facebook… Non è proprio non è il caso.
Tags: promozione, ristoranti, social network, twitter
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