
Fino a dove si può spingere il packaging di un prodotto superclassico come il vino?
Il celeberrimo stilista Christian Audigier - riconosciuto “signore del Jeans” che ha lanciato negli ultimi 5 anni alcuni “marchietti internazionali” tipo Ed Hardy, Christian Audigier, SMET, Crystal Rock, C-Bar-A, Savoir Faire, Evel Knievel, Rock Fabulous, Paco Chicano, Von Dutch e ha contribuito con la sua creatività anche al successo di marchi quali Diesel, Fiorucci, Bisou Bisou, Levi’s, NafNaf e American Outfitter - un vero brand man, tanto da avere il suo marchio tatuato sulla schiena (vedi link al sito di Audigiers), ha deciso di rifare il look anche alle bottiglie di vino.
Le bottiglie sono di certo impatto (non ho detto belle!). La cosa curiosa è che il vino contenuto è vino francese dichiaratamente di buona qualità (pricing: 20$ bottiglia), ma questo che dovrebbe essere un key driver per posizionarsi non è per nulla stressato nella comunicazione e nel packaging del prodotto.
Questi vini con questo approccio al mercato non si rivolgono assolutamente ad un target di conoisseurs attenti alla qualità, bensì propongono una categoria che non verrebbe in alcun modo considerata ad un target completamente nuovo per la stessa: nuovi bevitori di vino che vogliono un prodotto non serioso, ma che si proponga come “playfull“. Non a caso Audigier ha deciso che il sito di questi prodotti si chiami www.thecoolwine.com , ha voluto come pay off “it’s not just wine, it’s a lifestyle” e ha dato ai suoi vini da subito una pagina su MySpace
Ma tutto questo è extreme brand stretching o extreme product re-thinking ?
Tags: beverage, brand stretching, Christian Audigier, Drink, vino, Wine
4 Responses for "The cool wine- Il vino cool e Christian Audigier"
A me pare una vera stupidaggine, perché non si vede il colore del vino… per cui mi sembra un brand - impovering oppure una extreme - stupidaggin…
Mi viene in mente un’altra cosa, un altro prodotto che conosco bene, l’orologio Too Late, qui segnalato a suo tempo da qualcuno… ecco in quel caso il packaging, una bella bottiglia in vetro trasparente, è contato quanto o quasi quanto il prodotto… nel caso del vino, di questo vino, bastava fare un bel logo street ma poi FAR VEDERE IL PRODOTTO. Sennò più che nel lifestyle si va nella stupidata vera… Hai voglia a voler beccare nuovi consumatori, qui intanto tagli via tutti gli altri senza motivo
Vero, anch’io ho dei grossi dubbi sul lavorare in modo anomalo sul packaging di un prodotto classico-naturale come il vino dove è il prodotto e la sua visibilità che la fanno e l’hanno sempre fatta giustamente da padroni. Mi chiedo proprio - in un certo senso - come un packaging così per noi eccessivo e fuori dalle comuni logiche di categoria possa avere - da qualche parte - un qualche tipo di risposta in termini di successo; molto probabilmente lo fa la cultura (o la non cultura) di prodotto mediamente presente nei consumatori a cui si vuole fare riferimento. Un discorso a parte si potrebbe fare su tutta l’estetica di Audigier che non riesce a coinvolgermi, ma forse non sono in target …
Ecco, si vede che non sono in target manco io…
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