Archive for Aprile, 2009

viky

Ieri sono stato all’aeroporto Marco Polo di Venezia per assistere al lancio stampa di questo totem hi tech che informa i turisti e non su tutte le opportunità e i luoghi da visitare della Regione Veneto. Si chiama Viky ed è un progetto pilota di Veneto Digitale Interattivo. Tre postazioni multimediali accolgono i passeggeri in arrivo all’aeroporto. Niente touch screen… qui in un effetto tipo “Minority Report” ci si muove a gesti… si “indica”, si “prende” e si “sposta” per interagire con il grande display. Un’ interazione naturale dunque  che percepisce i gesti del turista  sviluppando un dialogo naturale e favorendo la ricerca delle informazioni.

Altre info sul post su 2night.it.

o sul sito di Veneto Digitale Interattivo.

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  • Perder tempo profumandosi, in provincia

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    Il futuro del divertimento risiede su Facebook? Per tanti si. Per qualcuno però FB è diventato davvero insopportabile… mentre perder tempo altrove è ancora così piacevole e così cool… Se penso a ciò mi fa divertire oggi, mi vengono in mente piccoli eventi a basso impatto tecnologico (offline), in cui non succede quasi niente e in cui ci sia un buon profumo. E’ ovviamente una questione di gusti personali, ma qualche giorno fa ho partecipato a un piccolo evento piuttosto chic. Non ero a New York e manco a Milano. Ero a Palazzolo sull’Oglio (Bs). Lì una vecchia volpe dei locali e della moda, (Andrea Cancio) ha aperto una micro boutique dedicata a profumi limited edition. Lo shop chiama come la via in cui ha sede (Ss Trinità), che poi è anche uno dei marchi che vende. Tra gli altri ci sono anche Juliette has a gun, Miller & Bertaux e Les 3 Petits Cochons (nella foto). I prezzi sono ovviamente alti, ma nessuno ti fa fretta e puoi spruzzarti addosso di tutto per mezz’ora senza sentirle su.

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    Dal televoto al pubblico manager.  I gusti e i desideri del pubblico si sondano sempre più online. Nella nuova iniziativa marketing dei Kiss sarà un sondaggio su Eventful a decidere in quali città suoneranno.

    Come ci racconta Luca Castelli su La Stampa.

    Per gli artisti, in generale, un’iniziativa come quella dei Kiss appare interessante per almeno due motivi. Primo, perchè viene incontro al desiderio del pubblico di essere sempre più coinvolto nelle attività di una band, a maggior ragione se attraverso la Mecca 2.0 dei servizi di Internet. Secondo, perchè può offrire indicazioni davvero interessanti sulla distribuzione territoriale della propria audience, andando oltre alla superficie della trovata di marketing. Se orchestrata bene, un’operazione del genere potrebbe aiutare una band a ottimizzare le sue tournèe, tralasciando le aree e le città che si annunciano meno ricettive e -  soprattutto - evitando di saltare località che potrebbero regalare un inatteso e graditissimo tutto esaurito.

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    Da anni  utilizzo Mobileme. E’ una piattaforma serve per realizzare e poi gestire il tuo sito e ti dà anche una mail .mac, che fa sempre status symbol. Costa circa 100 euro l’anno, molto più di analoghi servizi di Register o Aruba. Ovviamente funziona bene, ma il punto non è questo. Lo spot sul web dice che serve pure a sincronizzare tutti i vari ‘figli della mela’, tipo iPod touch, iPhone, computer… Ma nei fatti, per fare tutto ciò, basta attaccare l’iPod Touch al computer e poi fare la stessa cosa con l’iPhone, ossia avete capito che gli spot di mr Jobs raccontano palle. Tornando al servizio, la differenza tra Mobileme e tanti altri… è che è davvero facile da usare. Già anni realizzai da solo il mio sito di lavoro pur essendo un vero ‘ignorante informatico’. Inoltre, quando non capisci qualcosa (a me capita), entri in chat con quelli dell’assistenza, spieghi di che hai bisogno e se non sei proprio scemo scemo (a me non capita così spesso) ti spiegano cosa non capisci, e risolvi i tuoi problemi. Non come con analoghi provider o compagnie telefoniche, aziende specializzate nel non avere servizio clienti (leggi qui). Ultima ma non ultima cosa. Avete presente tutte le mail che vi mandano i provider per farvi rinnovare il vostro sito prima della scadenza così fanno cassetto? Mobileme ti addebita i soldi solo l’ultimo giorno utile, anche quando ha già i tuoi dati.

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    Anche se a Londra vado purtroppo solo una volta ogni paio d’anni, sono dentro le mailing list di diversi pr importanti, tra cui quelle dello staff Vendome Mayfair e ogni settimana so perfettamente cosa mi perdo. Ecco cosa mi perdo stasera, in particolare: The Great Easter Egg Hunt!, che sarebbe poi una specie di caccia al tesoro con uova e dintorni, quelle robe con gli indovinelli da risolvere via via mentre ti sposti. Il locale sarà trasformato in una sorta di paese delle meraviglie (pasquali). Pensate ai soliti allestimenti un po’ tristi con o senza cubiste, all’italiana? C’è di meglio, a Londra. Macchine per le bolle, farfalle, migliaia di fiori (giunchiglie, soprattutto), candy girls che regaleranno pezzi di cioccolato. E poi c’è la caccia al tesoro, che segue le regole tradizionali. Ossia ci sono centinaia di uova nascoste nel club e ogni gruppo deve trovare la sua per vincere biglietti per i concerti di Micheal Jackson, un weekend a 5 stelle su Wotif.com, una consulenza di stile col divo tv Nicky Hambilton Jones del programma “10 anni più giovane” che è un po’ il corrispettivo nella nostra Natasha Stephanenko… Buona Pasqua a tutti.

    Guerrilla in tempi di crisi

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    Diesel - celeberrimo global brand di Renzo Rosso - ha deciso in questo tempo di fortissima crisi per il mondo del fashion di uscire per primo - come spesso fa - allo scoperto.

    Venerdì 17 aprile nelle maggiori piazze MONDIALI si paleseranno impiegati di banca, direttori, vestiti di tutto punto e con le loro scrivanie pronti a offrire per tutto il Diesel Black Friday mazzetti di vere banconote false nere marchiate Diesel (Diesel Black Money). Per tutto il seguente weekend per coloro che si presenteranno con tali banconote negli store Diesel, monomarca e non ed anche sul website del marchio, ci sarà il 30% di sconto sui prodotti.

    UPDATE - E’ possibile comunque scaricare la propria banconota (link), stamparla e presentarsi direttamente negli store per avere lo sconto nel fatidico weekend

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    Bar cellulare

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    Un concept store completamente nuovo si affaccia nel mondo horeca: il MiNiBAR.

    Il primo MiNiBAR ha aperto i battenti a Amsterdam. Ma cos’è un MiNiBAR?

    “Semplicemente un bar dove non devi aspettare che qualcuno ti serva, mai, perchè sei tu a servirti da solo: tu e i tuoi amici potete entrare nel MiNiBAR e dopo aver fatto tappa alla reception per farsi consegnare la chiave di un MiNiBAR personalizzato (cioè con ciò che più vi aggrada in una lunga lista di bevande premium) consumare in libertà il contenuto del MiNiBAR .”

    Si può anche mangiare qualche snack o se si ha un po’ più fame ordinare del sushi e piatti di stagione dal delivery menu. Per saperne di più e scoprire i partner dell’operazione vi rimando al sito. cin.

    LA bottiglietta di plastica

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    L’acqua è uno dei beni più preziosi, è universale. Il PET è il materiale polimerico di cui molte bottiglie sono fatte, è igienico, riciclabile, ma fortemente inquinante quando disperso nell’ambiente. Certo le bottigliette di plastica sono comode, praticamente ci seguono durante tutte le nostre attività nel corso della giornata: campeggiano sulle nostre scrivanie, le abbiamo con noi in borsa per dissetarci per strada, ne abbiamo sempre una a portata di mano in palestra quando ci alleniamo … E se avessimo una sola bottiglietta d’acqua ricaricabile?

    Io in una settimana in cui mi sentivo particolarmente verde ci ho pure provato, ma il PET giorno dopo giorno perdeva in rigidità e diveniva sempre più fragile e rovinato. Oggi qualcuno ha pensato a inventarsi LA bottiglietta da mezzo litro ricaricabile/riutilizzabile e questo qualcuno non poteva essere altri che MUJI, brand-non-brand da sempre attento all’essenziale ed all’essenzialità. Riuscirà questa bottiglietta a conquistarsi un posto di riguardo nelle nostre vite di tutti i giorni? In ogni caso buon idea.

    (more…)

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    Peggyg.mobi è il sito mobile della Collezione Peggy Guggenheim, la dimora veneziana di PG che dal 1980 è tra i più importanti musei per quel che riguarda l’arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo. Se andare agli Uffizi a Firenze o ai Musei Vaticani a Roma è un tuffo nel passato, il sito di questo museo è almeno contemporaneo. Arrivi alla stazione di S. Lucia, fotografi il grande banner il Qrcode del sito del museo col cellulare e in un attimo entri in un sito molto utile che ti dà orari, informazioni, curiosità etc. Il post finisce qui, perché ovviamente, tutti sanno cos’è il Qrcode o il codice Qr. Chi scrive ha cliccato su Wikipedia solo per una conferma… E’ così ovvio sapere che è un codice bidimensionale molto diffuso in Giappone. In un attimo evita di farti perder tempo a trascrivere dati personali, siti, numeri di telefono… Che so, scannerizzzi un biglietto da visita e in un attimo lo apri nella tua rubrica. Come sarebbe strano sapere dell’esistenza di un codice così utile in un museo americano a Venezia.

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    Da qualche tempo Puma realizza sneakers marchiate Ducati, scarpe che senz’altro non sono male… L’iniziativa però non è sia poi così cool, ricalca gli schemi del consueto co-branding (tipo la collaborazione tra Vespa e Adidas per delle polo che si sono carine, ma vuoi mettere le Superstar o le Px). Fortunatamente il matrimonio continua e ha dato alla luce altri figli: tre Ducati Monster rielaborate da tre giovani designer (Abigail Briggs, Charlotte La Roche e Laura Mackness) del Central Saint Martins e premiate col Puma Central Saint Martins Bursary Awards. Questi tre mostriciattoli verranno presto messi all’asta e il ricavato servirà agli studenti a pagarsi gli studi. Ossia i designer si aiutano da soli col loro talento e il supporto di due grandi marchi. Non male.