
Non so a voi, ma a me la filosofia rigorosa e low cost hig quality di Muji mi fa impazzire. Mi piacciono i taccuini, i vestiti, i negozi, l’insegna, l’essenzialità estrema che non è mai povertà. Detto questo, Muji 03, il loro recente concorso di design è come sempre un modo per far parlare di sé, più che un modo per rinnovare davvero la produzione Muji. Se fate un salto nel bel negozio di C.so Buenos Aires a Milano, vedete esposte alcune confezioni del prodotto, o del non prodotto, che ha vinto il Golden Prize. Sono le cannucce “naturali” di Lida Yuki, ovvero confezioni di veri pezzetti di piccole canne. Però poi queste cannucce, estremo esempio del tema di quest’anno, Found, ossia il riuso di ciò che è naturale, non potete comprarle. Si potranno comprare in futuro? Chissà, forse si, forse no. E poi, si tratta davvero di un prodotto ecologico? Non è che così si distruggono i canneti? Chi lo sa. Certo, trovo sempre il pelo nell’uovo e l’ago nel pagliaio. Ma che volete, noi cool hunter siamo fatti così.
3 Responses for "Le cannucce di Muji sono molto cool (ma poi non le vendono)"
Muji il “non brand”: dove lo vedi il “low cost”? magari è un po’ più “right price” e per di più con materiali poveri, per cui il rapporto effettivo qualità/prezzo è praticamente paritario. Indiscutibilmente fighetto, come dite voi, ma assolutamente non eco (in tutti i sensi
CIAO! Gio, i taccuini di Muji in carta riciclata costano 1 euro, quindi sono low cost, high quality e green. Detto questo, quando toppano come con le cannucce, non gliela facciamo passare liscia!
I tacquini dovrebbero regalarli come le matite dell’ikea
I’m jokin’
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