Archive for Settembre, 2009

 

Si chiama Tabor A. Robak e vive a Portland. Di lui si sa che è un formidabile illustratore con l’evidente passione per i videogiochi anni ‘80. Ha un sito e un tumblr dove posta i suoi appunti di lavoro ( a volte deliranti). Farsi un giro nel suo portfolio e nei suoi siti è davvero interessante, un viagggio lisergico dai forti simbolismi pop, trash, science fiction, collage e forme in 3D. “Reality CPU” è l’esempio più calzante dell’arte di questo illustratore. Un delirante viaggio a 8 bit che consiglio a tutti i naviganti.

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  • Miguel Angel Martin è un fumettista, genio creativo e trasgressivo, apprezzato in tutto il mondo. Definito dal Time “il miglior disegnatore europeo di fumetti” e incluso dalla rivista The Face nella lista dei “50 disegnatori del secolo”, l’artista spagnolo è senza dubbio uno dei protagonisti acclarati della scena underground europea e i suoi disegni sono oggetto di culto per collezionisti.

    Dopo capolavori del fumetto come Rubber Flesh, Snuff 2000, The Space Between, Brian the Brain, Psychopatia Sexualis, Anal Core, Cyber Freak, Bitch e Playlove, Sicotronic Records, edito da Purple Press e presentato in anteprima alla MiomaoJaz09 di Perugia, si tuffa nei fondali post-atomici con gruppi musicali trans-human e freaks incravattati, esposti in sette storie brevi a fumetti, nella Project Room della Mondo Bizzarro, l’inimitabile galleria romana, fino al 15 ottobre 2009.

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  • Di nuovo il geniaccio Banksy. Questo graffito ha l’inconfondibile tocco dell’artista inglese. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.

    La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso, molto simile ad un black block, che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.

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    Dall’introduzione dei computer a 8 bit nelle case ha avuto inizio la rivoluzione. Non ci riferiamo a quella digitale, ma a quella del packaging dei videogiochi, il cui design grafico ha avuto interessanti sviluppi, relazionabili anche al periodo storico particolare (la guerra fredda colpisce anche qui). Dunque perchè non catalogarla?

    Su Art of the Arcade trovate una meticolosa selezione di pubblicità, loghi di software house, scansioni di manuali degli anni tra i tardi ‘70 e i primi ‘80: l’epoca d’oro di Atari e Activision. Un bignami dal passato, utilissimo per capire le innovazioni del presente.

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  • Sir Paul Smith beve Evian

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    Secondo il personalissimo parere di chi scrive, sir Paul Smith è gran figo. Può permettersi di toccare di tutto, pure miti british come la Triumph, senza diventare ridicolo. Ecco, adesso si permette pure di colorare alla sua maniera l’acqua Evian, quella dei vip (e dei presunti tali). ‘La giovinezza non è una questione di età, ma di carattere’, dicono nel comunicato stampa Smith e Evian. Ovviamente, c’è un rimando alle famose ‘strisce’ di Smith, ma pure alla festa, visto che sarà la bottiglia natalizia di Evian. Ovviamente le bottiglie, come si usa fare, sono limited edition, e per creare l’evento si è pensato anche a quei noiosoni dei collezionisti…e la bottiglia viene venduta con con cinque differenti tappi. Buon natale a tutti.

    Il manifesto è alquanto psichedelico, tornano alla mente retaggi lisergici anni ‘70. Il riferimento è al movimento kustum, ovvero quella mania che presuppone la kustomizzazione di moto, macchine e qualsivoglia sopporto. Ritorna alla mente il tamarissimo “Pimp my wheel” condotto dai Gemelli Diversi, di cui sentiamo grossa nostalgia. Ma la Kustom Kulture va ben oltre le moto e le auto e comprende ambiti diversissimi come il tattoo, i classici quadri su tela, i poster serigrafati, la fotografia, ma anche bici, skate e mobili.

    Al Kustom Kulture Art Show, sabato allo Scalo Revel (Tahon De Revel 3 - Milano), saranno esposte diverse opere di artisti e realtà consolidate di questa scena provenienti dall’Italia e dall’estero. Ospite speciale dell’evento sarà il giapponese Nash che festeggerà i primi 10 anni di attività della sua rivista culto Burn Out Magazine. Ci saranno verniciatori e pinstripe che si esibiranno direttamente nel corso dell’evento sia su quadri e pannelli che su caschi e i serbatoi di coloro che vorranno personalizzarli.

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  • L’idea è venuta a Wallpaper per il London Design Festival. Un’installazione sui generis sul piazzale antistante al Victoria&Albert Museum, reinterpretazione di una tradizione inglese particolare: la costruzione di ponti fatti con le sedie.

    Un compito affidato al designer altoatesino Martino Gamper, celebre per le sue reinterpretazioni di sedute vecchie e nuove. Per l’occasione, Gamper ha scelto la Ercol stacking chair, un classico inglese onnipresente in uffici e istituzioni scolastiche.

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    Sulla spiaggia di Barcellona sono spuntati strani fumetti dal suolo. Da lontano non capivo, pensavo si riferissero a qualche campagna pubblicitaria. Poi mi sono avvicinato e ho scoperto: fanno parte dell’operazione educazione alla spiaggia pulita. Ricorda ai fruitori della spiaggia di prendere la propria basura, ovvero la spazzatura. Sempre fuori dalle righe questi spagnoli.

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  • The Charlie Hotel (West Hollywood)

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    Al limitare di un giardino meraviglioso, là dove un tempo viveva Charlie Chaplin, trova ora spazio una collezione di 14 bungalow, dedicati a 14 leggende del cinema, ognuno con una storia racchiusa fra le sue mura, ognuno con il suo segreto risalente ad un’epoca ormai passata…

    www.thecharliehotel.com

    Zimbalam, e le label vanno in soffitta

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    Con Zimbalam, gli artisti e i gruppi senza contratto discografico spendono 19.9 euro per un singolo (o 29.9 euro per un album) per far distribuire la propria musica su iTunes, Nokia Music Store, Amazonmp3 ,etc… La novità è grande, perchè finalmente mette fine a tutti quegli (ormai inutili) filtri che fino ad oggi la discografia, defunto o morente, metteva agli artisti. iTunes, infatti, non accetta più artisti singoli o piccole etichette per motivi di quantità, ed è sempre più necessario iscriversi a questo o quel consorzio… In questo caso, invece, si tratta solo di un servizio a pagamento, tra l’altro a costi piuttosto contenuti. Inoltre, l’artista non cede alcun diritto e riceve il 90% delle royalties e non ha nessuna spesa fissa annuale e nessuna spesa fissa nascosta. Care discografiche, chiudete pure i battenti che ormai servite proprio a poco.

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