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La Cina è un grande paese in movimento. Velocissimo si muove verso lo sviluppo. Come succede in questi cosi il fermento artistico va di pari passo allo sviluppo economico. Ci siamo passati anche noi, negli anni ‘60, quando la ricchezza cominciava a diffondersi e il design italiano cominciava ad avere picchi di assoluta genialità. Non è difficile prevedere che le nuove avanguardie artistiche sposteranno il baricentro da occidente a oriente. Lo testimonia questa mostra a Palazzo Reale, “Cina, rinascita contemporanea”, da domani fino al 7 febbraio.
Sono gli ultimi 15 anni in mostra, testimonianza filologica di una Cina in evoluzione. Si snoda in un percorso in cui ognuna delle grande sale è un percorso. Uno di questi ha a che fare con la provocazione come la video performance di Zhang Huan che si spalma di miele e si fa ricoprire di api. Provocazioni dei primi anni ‘90. C’è poi l’ironia delle cartoon generation che si ispira ai fumetti giapponesi, e le fotografie di Wang Quingson, il LaChapelle cinese. Ci sono poi artisti come Zeng Hao, Zhou Tihehai e Ma Liuming , che hanno ripercorso il tragitto della Pop Art americana. Negli anni Novanta è stato importante il movimento creatosi nel cosiddetto “Est Village”, quartiere di Pechino dove si sono stabiliti artisti, critici e musicisti.
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