
Milano è il centro di una delle più consistenti comunità cinesi in Italia e in Europa, che può vantare cinque generazioni di immigrati, giù giù fino agli anni Venti. Da fare invidia a Parigi. Tante le domande che l’uomo della strada si pone. Per esempio è vero che la comunità cinese è chiusa e refrattaria? A questa ed altre domande risponde Corriere.it con un esperimento di documentario cross mediale, il primo in Italia: Made in Chinatown.
Sono 58 videoclip in esclusiva della durata di 2 minuti ciascuno (i primi 38 online oggi, i restanti tra due settimane) realizzati dal regista Sergio Basso e dal produttore Alessandro Borrelli della Sarraz Pictures srl che tracciano una mappa del mondo, le usanze, la vita quotidiana della chinatown milanese. Un vero e proprio viaggio cross(multi)mediale all’interno del quale si intrecciano storie, vie e personaggi che ognuno è libero di seguire come meglio crede: trattasi infatti di un video-puzzle che permette a chiunque di scegliere il proprio fil rouge a partire o da un quartiere della capitale lombarda o da uno dei 16 personaggi protagonisti, con la possibilità di passare da un clip all’altro dando al docu-web un proprio e personalissimo continuum narrativo.
Un percorso interattivo che cambia di volta in volta, senza un finale stereotipato ed uguale per tutti, dal momento che i finali sono tanti quanti i possibili intrecci dei 58 videoclip realizzati (peraltro integrati da testi di approfondimento). http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2010/giallo-a-milano/ è un web documentario che permette di approfondire ed esplorare una storia, con gli occhi proprio di chi quella storia l’ha vissuta a suon di sacrifici e battaglie. Un progetto articolato e decisamente innovativo che, forte di una grafica accattivante ed immediata, trascina l’utente in una esperienza virtuale ma paradossalmente così forte e vicina alla realtà da indurre alla riflessione.
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