Fin da bambino vedo questo bel gallo nero sulle bottiglie di Chianti. Mio padre mi diceva: “vedi Lorenzo, c’è anche il Putto ma il Chianti vero è il Gallo nero”. Il Chianti Classico, come se quello che non è classico non possa essere Chianti. Il che è vero, l’eccellenza non si inventa e nascerà sempre e comunque non troppo lontano da Greve (in Chianti). E io a Greve ho passeggiato con mia nonna, che oggi è in casa di riposo all’Impruneta, sempre nel Chianti… Ma col tempo, le etichette delle bocce di Chianti stanno diventando stantie, non classiche. Ben venga questo logo di Classico è, dal 29 maggio al 5 giugno. Si parte dal solito Gallo, ma da un suo bel particolare. Si consiglia, oltre al logo, anche di cambiare lo stile delle parole. Non se ne può più di cose di questo tipo: “Tra le dolci e verdeggianti colline puntellate da vigne e casolari, disseminate tra le province di Siena e Firenze, non si producono solo grandi rossi ma si può visitare anche una delle zone bucoliche più belle del pianeta”… Piuttosto fondiamo un movimento che legalizzi il tirare scappellotti a chi beve il Chianti con i cubetti di ghiaccio dentro.
Tags: Chianti Classico
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