4 Lug
Certi artisti fanno pensare che la guerra non è poi così cool, compresa quella dei film. Fiona Banner ha iniziato facendosi conoscere con i suoi ‘wordscapes’, ovvero scritti in cui trascrive fotogramma per fotogramma quello che succede nei film di guerra hollywoodiani. Quanto ci metterà a trascrivere il niente che diventa film? Forse tanto. Adesso cambia tutto. Si mette a costruire dei modelli di aerei cacciascala 1 a 1, e li mette in gallerie d’arte come la londinese Tate Britain di Londra. Secondo Fiona, questi aerei sono l’opposto del linguaggio, oggetti che vengono utilizzati quando la comunicazione fallisce. Fiona come tutti gli artisti veri non ha una posizione moralistica, fa solo pensare. A me viene in mente il Cavallo di Cattelan che ho visto sospeso nel vuoto in un museo a Rivoli.
3 Lug
A teatro ogni tanto vado, ma mi sembra sempre una cosa così uncool, anzi fuori dal tempo sedersi e vedere della gente che fa finta di essere qualcun altro. Attenzione che a me le cose molto uncool piacciono molto. Questo tipo di teatro, invece, mi sembra molto cool. Se vai a vedere i ballerini - teatranti di Electric Hotel resti all’aperto, mentre loro si fanno vedere dentro un edificio - teatro. Gli spettatori diventano tutti vouyer consapevoli. Il suono è curatissimo e sperimentale e lo si ascolta in cuffia. Ecco un accenno della trama. La reputazione dell’hotel è in difficoltà perché c’è stato incidente di cui è bene non parlare. Dietro i cartelli non disturbare e mentre le cameriere rifanno le camere, cosa succede davvero in questo hotel? Allo Stockton International Riverside Festival, Gloucester House Car Park, dal 28 al 31 luglio prossimi.
2 Lug

Un paio di clic per ordinare una pizza a domicilio. Con PizzaInTown, associata al sito Clickeat, alla sua quarta applicazione, ognuna dedicata a una città: Roma, Milano, Torino e Bologna. La ricerca permette di accedere a tutti i locali convenzionati, di consultare le zone di copertura e di ordinare il proprio menu dettagliato. Non solo pizza, ma anche cucina italiana o etnica, fino al sushi. I locali disponibili non sono migliaia, ma comunque sufficienti a coprire gastronomicamente il territorio. L’aspetto migliore è la personalizzazione dell’ordinazione, con menu completissimi e la possibilità di allegare note a ogni piatto ordinato. Qui si può scaricare.
1 Lug
Dal 12 al 18 luglio a Venezia, di fronte a S. Lucia, a pochi passi dal ponte di Calatrava, il marchio della gomma del ponte piazza Brooklyn Cube. Un cubo pieno di tecnologia in cui sarà possibile godersi 3 scenari polisensoriali che casualmente si chiamano come i gusti dei chewing gum: Juicy Fruit, Fresh Mint, Strong Mint. Senz’altro il cubone total black si farà notare, nel bel mezzo delle bellezze veneziane, come è già accaduto a una pubblicità di una banca (non ricordo più quale sia che brandizzò il ponte dei Sospiri nello scorso gennaio). Infatti S. Lucia non è alla periferia di Venezia, è sul Canal Grande, è nel mezzo della storia della città, del mondo, dell’umanità. A parere di chi scrive, parere niente affatto autorevole ancorchè sincero, sarebbe stato molto più efficace, oltreché più piacevole, un cubo trasparente o almeno semi tasparente e un gioco pubblicitario tra la bellezza di Venezia e il marchio. Non un cubone nero, una soluzione perfetta per le periferie cittadine.
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