Archive for the ‘Brands&Advertising’ Category

Come giustamente spiega Wikipedia, i video Literals sono: “una parodia di un videoclip musicale ufficiale i cui testi vengono sostituiti con parole che descrivono esattamente ciò che il video mostra in quel momento”. Qui sopra vedete una parodia davvero riuscita di “Tutto L’Amore che Ho” di Jovanotti. Vista l’atmosfera cupa del video, gli stonii degli interpreti e il testo sono proprio chic. Su Youtube trovate anche video literals su dei trailer di videogame . La comunicazione è diventata una roba maledettamente seria, visto che con essa girano un sacco di soldi. Ma non è una cosa seria, proprio per niente.

Coca Cola: cool da 125 anni

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Nata 125 anni fa, più o meno, Coca Cola è ancora cool. L’ultima batosta, quella dell’energy drink Red Bull, l’ha passata alla grande e se il toro rosso è forte, Coca Cola è chic e durerà ancora un bel po’. Un libro molto di lusso pubblicato da Assouline racconta come è nato e come continua il mito. Ci sono addirittura due versioni, una da 65 dollari, una da 650. Si chiama solo Coca-Cola. Presto ci sarà anche una app per iPad, ovviamente. Forse però la cosa più cool è non comprarsi nessun libro ma una bottiglia o bottiglietta di vetro di Coca Cola e metterla, piena o vuota e tenerla come icona di stile. Sinuosa, sexy, semplice. Coca Cola, e sai cosa bevi (lo cantava Vasco in Bollicine nel 1983, la canzone che l’ha fatto diventare una star).

Chromaroma from Mudlark on Vimeo.

Si chiama Chromaroma questo gioco multi-player disegnato sulla base degli alternate reality game, che negli ultimi anni sono stati utilizzati spesso per promuovere il lancio di film, videogame, etc.Chromaroma invita gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici londinesi a giocare direttamente con la propria vita quotidiana.

Tramite le Oyster card i percorsi dei giocatori vengono tracciati e sulla loro base il sistema propone sfide e competizioni che si svolgono online e nella realtà, giocando singolarmente o alleandosi in communities, come in tante cacce al tesoro sotterranee. Lecito chiedersi fin dove il marketing può spingersi e influenzare le scelte delle persone mascherandole da semplici giochi?

Per il lancio della serie “Nike Free Run + 2 City”, l’agenzia di comunicazione YesYesNo è stata invitata a sviluppare un software che permettesse ai corridori di creare dipinti dinamici utilizzando i dati ricavati dal GPS collegato alle loro scarpe. Durante un seminario di due giorni presso la sede dell’azienda, ai partecipanti è stato chiesto di registrare i loro tracciati che poi sono stati trasformati in immagini in base alla velocità e lo stile con cui ogni persona ha effettuato la corsa.

Il tutto - grazie alla collaborazione con il laboratorio di innovazione della Nike - è diventato poi una stampa ad alta risoluzione su una scatola per le scarpe fabbricata su misura, con un’incisione al laser del nome del corridore, la distanza percorsa e il tragitto. Non è dato sapere se il noto brand rilascerà mai una versione del software, che è stato sviluppato a partire da openFrameworks.

Ads worth spreading è il concorso che mira a selezionare le migliori dieci pubblicità dell’anno. Da poco annunciati i vincitori. Tra i dieci spot ce ne sono diversi che probabilmente avrete già visto (The Chase di Intel, Dulux Walls di Dulux, Dot – La più piccola animazione in stop-motion del mondo di Nokia, Born on fire di Chrysler — li trovate tutti dopo il continua a leggere), più qualcuno come Infinity di Batelco, che vedete qui sopra, e Selinah di Topsy Foundation, in cui una donna malata di AIDS (Selinah, appunto) si è lasciata riprendere per 90 giorni per documentare la malattia. Molto forte, molto efficace.

adidas Bignami

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adidas, o Adidas (il primo modo di scrivere il marchio è quello più amato dall’ufficio comunicazione del marchio, il secondo è quello più corretto in italiano) fa sneaker da qualche anno. Diciamo che se Chanel ha inventato la moda, Adidas ha inventato le sneaker, più o meno, e lo stile sporty chic, insieme a Run Dmc e compagnia. Per questo è giusto riassumere la faccenda in un bel Bignami di 128 pagine. Il testo, chiaramente un testo di studio per i maniaci, contiene 8 capitoli. I contenuti spaziano dall’etichetta, allo stile, alla cura delle sneakers, le schede tecniche di 20 articoli della collezione e le illustrazioni originali di Alessandro Baggi. È disponibile in due edizioni, entrambe rigorosamente Autentiche Bignami: Classic, con copertina marrone, esattamente come i Bignami oggi in commercio e Limited, con Copertina bianca, edizione limitata di 500 copie numerate.

 

C’è una lunga tradizione artistica nella rielaborazione, anzi nel maltrattamento dei manifesti e delle pubblicità: da Mimmo Rotella a Andy Warhol, etc. La pubblicità conta, nel formare il nostro modo di pensare, probabilmente, molto più dell’arte. E gli artisti più svegli, manipolano la pubblicità compiendo un intero giro.  La faccenda, tra l’altro, ha anche un lato molto divertente. Questa o questo (chissà che sia, davvero) Princess Hijab, da qualche mese mette il niqab ai personaggi dei manifesti della metro parigina. L’artista, perché di artista si tratta, dice che la faccenda non ha niente di religioso… ma che in qualche modo vuol far capire che il niqab non deve far paura. Chissà se a D&G, Armani & co piace.

Blue Note su t shirt

 

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Non si dimentica niente così in fretta come la grafica. La musica, quando è importante, in un modo o nell’altro continua a girare. Voglio dire, se senti i Chromeo, senti comunque anche Giorgio Moroder (quello, tra le altre cose, della colonna sonora di Flashdance). e se non lo capisci quando senti l’originale… beh, vuol dire che sei sordo o sordastro. La grafica invece, non essendo arte popolare, viene dimenticata… e poi riproposta, in modo che il cool di oggi è semplicemente uguale al cool di qualche decennio fa. Un esempio su tutti. Le copertine dei dischi Blue Note anni ‘60 sono belle oggi come allora, dopo 50 anni sembrano fatte oggi, o domani. Il brand giapponese Uniqlo le celebra in una serie di t shirt splendide e poco care (meno di 20 dollari). Tra l’altro, è proprio un bel marchio, prezzi bassi ed ottimo cotone. Anche il jazz di qualità non invecchia, ma quello capita pure a Chuck Berry, Mozart, Vasco, etc.

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In Italia ci stiamo godendo solo alcuni lati della free press. Non male quella lyfestyle, non male i magazine dedicati ai locali e alla nightlife, appena decenti i quotidiani. In Uk il fenomeno invece funziona a 360 gradi. L’Evening Standard è un vero giornale e lo trovi gratis a tutte le fermate della metro, ogni sera. In ambito cool & co… ogni settimana, il venerdì, negli hotel e nei locali  fa capolino Sport Magazine. Bello il pay off: the weekend starts here. Hai presente il supplemento della Gazzetta? Ecco, una cosa simile ma molto più divertente, con meno personaggi, più stile e pure qualche sport girl (la tradizione delle girl da paginone Uk non finisce in poco tempo).  In carta povera, da quotidiano, ha una grafica ipercurata e considera sport pure quello fatto davanti alla Wii, quindi recensisce i videogiochi sportivi che fanno fare movimento. Rissumendo, va bene l’iPad, va bene l’iPhone ma la carta, quando colpisce nel segno, funzionerà per sempre.

Akg fa lavorare nel suono

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Akg annuncia che per il secondo anno organizzerà la sua European Scholarship of Sound Programme, ovvero una serie di studi per 10 talenti del suono e della musica elettronica. Si può essere inglesi, spagnoli, russi o turchi… e ovviamente tedeschi, come il brand. Il master prende vita dal 30 luglio al 6 agosto, una settimana di full immersion di grande livello. Akg lavorando per produrre una piattaforma creativa per le generazioni future, ovvero ha obiettivi davvero ambiziosi. Infatti, se c’è una cosa che cambia sempre sono proprio le piattaforme. Una volta nell’elettronica andava Myspace, adesso non va più e funziona solo Soundcloud (ne ho scritto qui e ne ho letto ieri pure sul Corriere). Detto questo, se si è giovani e di belle speranze, passare una settimana con coetanei altrettanto appassionati è una gran bella idea.  L’hanno scorso tra i tutor c’erano Dixon e Jon Berry, manager della label Kompakt.

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