Archive for the ‘Cultura’ Category

In cucina con The Selby

Rockaway Taco, A Selby Film from the selby on Vimeo.

Selby, colui che va a casa di gente stilosissima a fotografare i VIP a casa loro, lo conosciamo già tutti. Visto il successo e il livello di approvazione che ha ottenuto ha deciso di si è lanciarsi in The Edible Selby. Fa la stessa cosa, ma questa volta all’interno di ristoranti o cucine. Quello sopra è per ora l’unico short film che è stato girato, qui tutte le foto.

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  • Chromaroma from Mudlark on Vimeo.

    Si chiama Chromaroma questo gioco multi-player disegnato sulla base degli alternate reality game, che negli ultimi anni sono stati utilizzati spesso per promuovere il lancio di film, videogame, etc.Chromaroma invita gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici londinesi a giocare direttamente con la propria vita quotidiana.

    Tramite le Oyster card i percorsi dei giocatori vengono tracciati e sulla loro base il sistema propone sfide e competizioni che si svolgono online e nella realtà, giocando singolarmente o alleandosi in communities, come in tante cacce al tesoro sotterranee. Lecito chiedersi fin dove il marketing può spingersi e influenzare le scelte delle persone mascherandole da semplici giochi?

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    Il JHD Dunant Hotel è un bell’albergo, anzi un bell’art hotel, nel bel mezzo del niente ovvero a Castiglione delle Stiviere (Mn), piacevole ma non memorabile cittadina piuttosto lontana dalle bellezze del Garda e pure da Mantova. L’albergo prende il nome da Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa nel 1859 e primo Nobel della Pace. Proprio a Castiglione delle Stiviere l’idealista svizzero soggiornò all’indomani della Battaglia di Solferino (24 giugno 1859)… e infatti l’hotel sorge proprio accanto al Museo Internazionale della Croce Rossa. Niente di filologico e noioso, comunque. Le 78 camere dell’hotel sono tutte diverse ed ognuno dei tre piani in cui è strutturato l’hotel interpreta un particolare periodo della vita di Dunant: il 1° piano segue la sua formazione culturale e religiosa; il 2° piano rappresenta le attività economiche di Dunant nel continente africano e il loro fallimento; il 3° piano, infine, è dedicato alla missione sociale che lo portò al Premio Nobel nel 1901. Quante stelle ha questo bell’hotel? Zero, perché quella delle stelle è una categorizzazione di una noia mortale.

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  • Fancoolcoll@ge, a Bergamo

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    Ma si, promuoviamo un nuovo concept store con una provocatoria mostra d’arte. Non è che la faccenda sia poi  così innovativa, ma funziona sempre. E poi l’arte sta bene dappertutto, anche in un negozio di mobili che di artistico non hanno proprio niente.  Il nuovo concept store è AD Arredamenti, in via Paglia, 23 a Bergamo. La mostra d’arte ha un nome simpatico, Fancoolcoll@ge, l’artista si chiama Gloria Vanni, una che si diverte a mescolare materia, parola e colore tramite il mitico collage, tecnica che un po’ tutti conosciamo grazie alle lunghe sedute scolastiche. La vernice è sabato 7 maggio 2011, la mostra rimarra’ allestita fino al 7 giugno.

    Libri, promossi online

     

    Tra iPad, crisi e libri elettronici, sembra proprio che l’oggetto libro sia in crisi nera. O forse no. L’altro giorno ho fatto un giro alla bella libreria Feltrinelli della stazione Centrale di Milano. Credo farà affari d’oro. In treno si ha sempre tempo per leggere, mentre quello per passare in libreria manca sempre. E poi gli editori si stanno svegliando e stanno iniziando a promuovere i libri online massicciamente. Ecco una bella iniziativa di IBS, uno dei principali negozi online per libri, cd ed mp3. Sono loro cliente e ho ricevuto un mail che promuove L’Atlante di Smeraldo (Longanesi), “un romanzo salutato da Repubblica come l’esordio più importante del 2011. Acquistato da 35 editori nel mondo. È già un bestseller negli Stati Uniti”. Entro venerdì, se sono tra i primi 400, posso acquistare questo libro a un 1 euro, risparmiando 18.60 euro, se leggo un estratto che trovo qui.

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  • smart fortwo “A big idea” campaign from Shilo on Vimeo.

    Questi che vedete sono i cinque spot realizzati dal regista Jose Gomez, della società di produzione Shilo, per la nuova campagna Smart: For The Curious. Il concept è piuttosto semplice, la realizzazione visivamente interessante: degli stencil in maxi formato si animano sui muri di città.

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    Di Marco Trabucchi

    Se bisogna dare un merito ai Radiohead è quello di far parlare di se, sempre. Si può discutere dei meriti artistici del gruppo inglese, ma non si può discutere della capacità di cambiare le regole del gioco e di impossessarsene a proprio vantaggio. Registrare un disco, metterlo online ad offerta libera, sempre guadagnandoci.

    Poi far uscire un altro disco, improvvisamente, senza dir niente a nessuno, e fare un giornale al seguito, distribuirlo gratis e fare parlare i blogger di mezzo mondo, quelli che in mente hanno un sacco di luoghi comuni sulla poesia e sull’arte, come il sottoscritto.

    Va da se’ che non si può ignorare quello che fanno i Radiohead. Un gruppo immediatamente riconoscibile, anche al di fuori dell’ambito musicale. Così l’ultima trovata del collettivo viaggia sui binari del multi canale: l’uscita del giornale promozionale distribuito in tutto il mondo (50 location) The Universal Sigh, in occasione del lancio del nuovo disco (bruttarello) The Kings of Limb.

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  • C’è una lunga tradizione artistica nella rielaborazione, anzi nel maltrattamento dei manifesti e delle pubblicità: da Mimmo Rotella a Andy Warhol, etc. La pubblicità conta, nel formare il nostro modo di pensare, probabilmente, molto più dell’arte. E gli artisti più svegli, manipolano la pubblicità compiendo un intero giro.  La faccenda, tra l’altro, ha anche un lato molto divertente. Questa o questo (chissà che sia, davvero) Princess Hijab, da qualche mese mette il niqab ai personaggi dei manifesti della metro parigina. L’artista, perché di artista si tratta, dice che la faccenda non ha niente di religioso… ma che in qualche modo vuol far capire che il niqab non deve far paura. Chissà se a D&G, Armani & co piace.

     Un artista che ha contribuito a cambiare il corso del progetto grafico. Le sue realizzazioni sono arte ricca di valore e di principi sociali applicati alla musica, al corporate design, all’universo delle istallazioni. Da anni trapiantato a New York dove si è distinto come massimo sperimentatore sulla piazza di linguaggi grafici e tipografici inconsueti e a tratti destabilizzanti.Proprio in questi giorni la sua produzione è tornata in Europa per una mostra che il Museo di Design e Arti Applicate di Losanna gli dedica (fino al 13 giugno). Un’ottima scusa per andare a sbirciare tra tutti i suoi lavori più o meno noti, peraltro allestiti da quei grandi del design svizzero che sono i Big Game.

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  • Blödes Orchester from white tube on Vimeo.

    E’ l’opera “stupida” del tedesco Michael Petermann che ha messo ‘in fila’ duecento elettrodomestici più o meno noti per il loro design, e ha deciso di farli ‘esibire’ come fossero appunto una grande orchestra.La performance (a metà tra un esperimento di musica concreta e un progetto per riflettere sulla natura del ‘rumore’) dura trentacinque minuti e può essere ammirata a intervalli regolari di un’ora presso il museo di arti applicate MKG (”Museum für Kunst und Gewerbe“) di Amburgo fino al 30 aprile prossimo.

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