Archive for the ‘Cultura’ Category

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Qualche mese fa ricevetti una mail che mi diceva che il mio (splendido) blog sarebbe stato tradotto in diverse lingue a cura di e-blogs. La cosa stuzzicò ovviamente la vanità dello scrittorino che è in me, anche se purtroppo non si concretizzò mai né qualcuno si degnò di rispondere alle mie mail (mail del tipo: guardate che sono il nuovo Manzoni, sceglietemi, traducetemi almeno in aramaico, etc). Ieri ho invece ricevuto questa mail: “Dopo soltanto undici mesi di esistenza lasciamo la blogosfera europea. Smettiamo le traduzioni il 31 dicembre 2010. Rimarrà per noi una bella avventura, la gioia delle scoperte condivise da un Paese all’altro e l’orgoglio di aver realizzato un progetto unico nel suo genere. Grazie per tutti gli scambi e i momenti di vita insieme (…). Selezionare contenuti, adattarli per ogni Paese, farli tradurre dai traduttori remunerati e infine diffonderli in 5 lingue su 5 Paesi… Tutto ciò costa denaro. Molto denaro (…). Abbiamo rimosso la barriera linguistica e tracciato delle linee da un Paese all’altro, affiancati da una preziosa squadra di 40 traduttori professionisti sulle 5 lingue: Italiano, Tedesco, Spagnolo, Inglese, Francese (…)”. Insomma, una orgogliosa resa senza condizioni. Ma vanità personale a parte, il progetto era veramente pretenzioso. I blog internazionali, siano essi scritti in Italia (pochissimi) o in Pakistan (molti), vengono scritti in inglese, che è il vero esperanto. Cercare di tradurre tutto è un po’ fare come i cinesi che tolgono l’inglese dai libri e dai giornali. Ovviamente perderanno e ovviamente la lingua che parleranno i nostri pronipoti non sarà inglese, sarà uno splendido miscuglio di inglese ed altro. Chi vuol governare i processi linguistici perde. Goderseli da spettatore (imparando tre parole di inglese grazie al web) è molto cool. Vorrei aver pensato tutto ciò ma l’ho solo letto da un certo de Saussure, considerato il padre della linguistica contemporanea.

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  • Reduce Repair Reuse Recycle

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    Siamo stati abituati dai Media a pensare che il green business si possa catalogare sotto le famose tre erre. Esiste invece un’azienda che ha voluto aggiungerne una quarta, repair. Il messaggio sembra quindi essere quello di spendere meno, fare quindi meno shopping ed utilizzare il più a lungo possibile un capo. Non è dato sapere se ciò faccia bene all’economia. Patagonia, l’azienda che ha lanciato l’iniziativa a quanto pare dopo avere deciso di aiutare i suoi clienti a rivendere, scambiare o donare i capi dei suoi clienti delle stagioni ormai passate, ha deciso anche di ripararli gratuitamente. Di certo il concetto di economia sostenibile in questo senso prende forza. Parliamo dunque di vestiti con una garanzia che dura ben cinque anni, dopo l’azienda invita a permetterne il riciclo. Alcune materie prime possono infatti essere fuse per rigenersi in nuova materia prima. Fidatevi perchè queste attività sono certificate.

    http://www.patagonia.com/

    Red Bull - archivio fotografico

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    Potreste avere un’idea sbagliata del mondo che gira intorno a questo brand. Potreste anche non essere appassionati di sport e pensare che siano solo idee per promuovere la vendita e colpire un target (senza entrare troppo nel dizionario della comunicazione e dell’advertising). Sono sicuro che tanti cambieranno idea dopo aver sflogiato anche questi album e non solo quelli dei loro amici. Non stiamo parlando di un energy drink e nemmeno di uno stile di vita. Potreste anche avere qualche buona idea dopo aver capito meglio di cosa stiamo parlando e, vi assicuro che potreste anche trovare un’aziende di persone pronte ad ascoltarvi.

    http://www.redbull-photofiles.com/

    Da qui emerge l’idea di stampare anche su carta e distribuire, attraverso i tanti eventi, anche la versione cartacea di cio’ o in parte si puo’ trovare nell’archivio fotografico. con tante altre sorprese all’interno di ogni numero. Quattro pagine su M.I.A. nel numero che si poteva trovare nelle sedi dei concerti del suo tour italiano non e’ certo un caso. Si vocifera che sia solo il primo di tanti che verranno. 

    http://www.redbull.com/cs/Satellite/en_INT/Red-Bulletin/

    Pensate sia lecito pensare a cosa se ne faranno invece dell’archivio video?

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    Ho già scritto più volte della pochezza grafica di Facebook e puntualmente qualcuno riempie tale pochezza in modo perfetto, artistico. Il vuoto di FB può essere riempito solo da qualcuno che di grafica sa davvero e ovviamente di mestiere non fa il grafico, bensì l’artista, anzi lo scultore e il fotografo.  Ha 28 anni,  è parigino e si chiama Alexandre Oudin. Che ha fatto Alexandre? Ha unito in un unica immagine (pur frammentata) le 5 foto oggi visibili in Facebook, quella del profilo (verticale) e le tre più recenti in cui si è taggati (orizzontali). W l’arte e abbasso i cool hunter.

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  • Viaggio in Giappone, col taccuino

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    Prendere appunti a matita su un taccuino è una faccenda molto cool. Distingue i professionisti delle parole dai cialtroni del foglietto e della Bic. Hai voglia a dire che l’iPhone o l’iPad o questo o quell’altro gadget sono più efficienti di un Moleskine… spesso non è così. L’appunto nasce per essere ripensato, non ricopiato in un piatto cut & paste. Detto questo, c’è gente che sa disegnare bene e che l’iPad manco lo considera. Uno di questi è Stefano Faravelli, uno che dopo ave realizzato carnet di viaggio su Mali, India ed Egitto, pubblica un volumetto sul Giappone. All’opera è allegato un DVD del reporter Stefano Folgaria, L’opera è stata voluta e finanziata da Enrico Ducrot, Amministratore Delegato dello storico tour operator Viaggi dell’Elefante, archeologo e grande conoscitore ed esperto di molte destinazioni nel mondo. “I miei carnet di viaggio non vogliono essere l’estemporaneo esercizio di una abilità tecnica ma la narrazione della mia esperienza spirituale di un Paese. – afferma Faravelli…

    YOTA SPACE (St.Petersburg)

    5-19 Dicembre

    International festival of audiovisual arts. Il format a cadenza annuale si svolge proprio alla fine dell’anno per raccogliere fino in fondo tutte le nuove scoperte nel campo dell’arte digitale e permettere a coloro che potranno esserci di esplorare ed interagire. Unico nel suo genere per la nazione in cui si svolge e per il programma. Si comincerà infatti con un concerto della durata di otto ore. L’innovazione porterà quindi anche alla fusione delle tecnologie dell’entertainment grazie all’utilizzo del 3d e dei Led, ma, fate attenzione a non perdervi in questo supermarket delle sorprese per le prossime due settimane perchè prima o poi dovrete tornare alla realtà italiana.

    Yota Space from Nick Luchkiv on Vimeo.

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    Come dice giustamente il press release “StEP09 punta a superare la logica dell’evento unicamente espositivo con l’ideazione di spazi e sezioni, dove il coinvolgimento e lo slancio creativo delle gallerie sarà totale”… Detto così, non è che si capisce molto, perché di cose ‘espositive’ cool ce ne sono tante… ed altrettante molto brutte. Comunque il sottomarino che si vede sul sito e che vedete sul sito è molto cool. Partiamo dai fatti. La location è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, a Milano. Il quando è dal 26 al 28 novembre, ingresso piacevolmente libero. Il cosa sono le proposte, ovviamente artistiche, di 40 gallerie d’arte (italiane ed estere). “Tutte le gallerie presenteranno “Solo Show” o “progetti speciali” (rieccoci col press release). Ma cosa vuol dire progetto speciale? E’ pieno di progetti speciali banali e progetti normali che invece funzionano. Che fatica. Meglio fare qualche nome. Tra i creativi che hanno creato installazioni c’è Tal Rosner (www.talrosner.com), film maker ed artista che a gennaio 2011 realizzerà il Video Murale della nuova sede della New World Symphony Orchestra a Miami. Si chiama Tal di nome, non è che uno scrive Tal Rosner nel senso che non lo conosce nessuno. Ovviamente cosa farà lo capirà solo chi a StEP09 ci andrà davvero.

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  • City Guide di Louis Vuitton

    Tornano le City Guide di Luis Vuitton: Roma, Los Angeles, Istanbul, Mosca, Londra, Tel Aviv, Genova, Parigi, Mumbai, Tokyo, sono ben 31 le città per cui sono state scritte le migliori indicazioni dallo staff della maison francese. Guide ‘di lusso’, con una selezione delle boutique di alta moda, degli studi d’architettura e di fotografia, dei migliori ristoranti dove mangiare e degli alberghi più esclusivi. Il tutto con una veste grafica elegantissima.

    A cui ora si aggiungono questi brevi lavori di animazione girati da Romain Chassaing, videomaker parigino. Un tocco lieve, che ricorda molto da vicino le idee surreali e sognanti de “Il favoloso mondo di Amelie”, una voce fuori campo (in francese) che racconta in breve le immagini e uno stile perfettamente in tono con la qualità del prodotto.

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  • Mentre Vimeo preparava il suo festival poteva YouTube stare a guardare? Naturalmente no. Quindi per la sua biennale della creatività in video, YouTube Play, ha inaugurato una collaborazione davvero prestigiosa con il Guggenheim Museum.

    Anche in questo caso senza limitazioni di genere, tecniche, ispirazione, provenienza geografica o budget una giuria, che contava tra gli altri la performer Laurie Anderson, l’artista Takashi Murakami e il designer Stefan Sagmeister, ha scelto 25 video selezionati tra i 24,000 presentati.

    Lo scorso 21 ottobre i vincitori sono stati presentati al pubblico durante una cerimonia al Guggenheim di New York, in streaming in diretta in tutto il mondo su YouTube di cui qui potete vedere una sintesi. In questa pagina invece trovate i fantastici 25, in rigoroso ordine sparso, così come sono stati proiettati lo scorso weekend nei musei di New York, Bilbao, Berlino e Venezia.

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  • In biblioteca, all’aeroporto

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    Gli aeroporti sono luoghi ancora oggi inospitali per chi non il portafoglio gonfio. A Madrid come ad Orio al Serio, due aeroporti che ho frequentato qualche giorno fa, ci si può sedere, certo… ma quasi soltanto in bar e fast food di qualità media in cui le cose costano il doppio che altrove (è vero, ad Orio c’è Macdonald’s ma l’unico posto economico). Gli spazi sono risicati oppure immensi e senz’altro poco accoglienti. Ovviamente ad Amsterdam non è così. Da fine agosto a Schiphol i passeggeri possono leggere libri in 29 lingue, ascoltare musica, vedere e scaricare film gratuitamente in una biblioteca vera e propria. In questa area anche i piccolissimi viaggiatori hanno un apposito spazio dedicato a loro, la Baby Care Lounge, mentre i bambini più grandi possono divertirsi nella “Kids Forest” una foresta dove dare spazio alla fantasia, giocando su casette sugli alberi e arrampicarsi su varie strutture e giocare sugli scivoli.

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