8 Ott
Amo da impazzire il font helvetica e vedo di non essere il solo. 2night.it e centinaia di altri siti, ormai, sono scritti solo in helvetica nero su bianco. Il resto sono orpelli inutili. Per cui amo, anche se non alla follia (non possiedo manco un capo) American Apparel, che ha palesemente copiato il suo logo da quello di American Airlines. Mi piace la loro comunicazione. Mi piace la campagna che qualche tempo fa fecero utilizzando Woody Allen senza chiedergli il permesso. Vista la sua vita sessuale, è il perfetto testimonial di un brand che punta sulla qualità (solo cotone e capi fatti in USA), sul no logo e sulle giovani ninfette. Credo che alcune delle loro testimonial siano pornostar. Se non lo sono, potrebbero esserlo. Sembra che il brand sia in crisi, ma si sa che la crisi è spesso una cosa commerciale. Per quel che riguarda le idee e l’appeal, American Apparel resta il top. E questa gallery che Stylecrave dedica alle sue girls lo testimonia.
4 Ott
Questa volta il numero di Colors è dedicato al ballo e i suoi stili, simbolismi, linguaggi e rituali. Storie di ballo e di appassionati di ballo. Ballerini di successo, aspiranti, provetti ma anche mancati, diverse prese da YouTube, diventate famose in tutto il globo per lo sconfinato numero di click ricevuti. Colors è andato a scovare i protagonisti e vedere com’è cambiata la loro vita dopo il successo sulla pista da ballo più grande del mondo. Sul canale Youtube dedicato alla rivista c’è un video con gruppo immenso di orientali che ballano Thriller, probabilmente nel piazzale di una galera. In copertina c’è il ballerino e coreografo cubano Carlos Acosta che, dopo un’infanzia povera nelle strade dell’Avana, è oggi una star del Royal Ballet di Londra e uno degli interpreti più influenti della danza internazionale. Colors è andato a trovarlo a Cuba tra una tournée e l’altra per intervistarlo e fotografarlo.
26 Set
I’Milano è un gioco di parole che coniuga uno slogan dal sapore internazionale e una precisa condizione geografica-esistenziale. I’Milano porta immediatamente ad un concetto: identificazione. L’identificazione è il potere del nostro progetto. Un progetto che nasce con l’obiettivo politico di generare nel cittadino “l’audacia di sentirsi protagonista di un cambiamento”. I’Milano intende generare “un’onda” potente in grado cambiare gli equilibri della città alle elezioni comunali del 2011. I’Milano è un movimento costituito da “giovani” che a vario titolo possono interpretare al meglio i bisogni di una città moderna che punta ad essere una capitale europea. I’Milano è fatto da persone che lavorano in campi nevralgici della società il cui operato è riconosciuto dalla comunità. Persone che attraverso esperienze, professioni e ruoli istituzionali sono in grado di sviluppare reti e network all’interno del centro e nelle periferie della città. I’Milano con “l’audacia della speranza”, miscelando “know-how e aria nuova” utilizzerà gli strumenti del management, della politica, della cultura, del marketing, della creatività, dell’associazionismo e della legge, per riprendersi la città. Il cambiamento non si può più rinviare né delegare ad altri.
23 Set
Ecco un piccolo elenco, per niente ragionato e molto casuale, di cose da fare a Milano ora che è in corso la fashion week e sembra succeda chissà che in ambito fashion. In realtà in città le uniche shopping bag che si vedono sono quelle di Abercrombie (& Fitch) che con la fashion week c’entrano poco, ma forse è un’idea di chi scrive… E quindi, bando alle cance (alle chiacchiere), veniamo all’elenco. 1) Da venerdì 24 a domenica 26 all’Arco della Pace si mangia con 20 euro con grandi chef come David Oldani e Carlo Cracco (attenti che è quasi sold out). 2) Venerdì 24 alle 19 in Galleria Vittorio Emanuele e sabato 25 dalle 22 al Termovalorizzatore Silla 2 (Rho - Pero), si balla la musica eco di Diego Stocco, uno che suona gli alberi (davvero) e insieme il groove di Claudio Coccoluto. Ci si prenota gratuitamente sul sito) E’ appena stata inaugurata la mostra dedicata a Salvator Dalì alla Triennale di Milano, uno che è ancora oggi avanti anni luce rispetto al Fashion System (pur scritto con la maiuscola) 4) (non è il quarto posto, ma la quarta cosa, in realtà fondamentale). Venerdì 24 settembre, alle 20 e 30 e alle 22 e 30, si può al Cinema Mexico (zona Buenos Aires) a cantare The Rocky Horror Picture Show. L’ingresso è libero e si selebrano i 35 anni del film e l’uscita in Blu-ray HD. Solo su prenotazione dal 23 Settembre allo 02 48951802
18 Set
Post doppio per due segnalazioni degne di nota. Tribaspace.com è un portale d’ambito fashion basato sulla connessione. I pr ci segnalano eventi, conferenze stampa e incontri per addetti ai lavori e non. E’ utile e piacevole da usare. Tra i tanti eventi ci ho trovato circus-bookazine.com, il sito di un’iniziativa molto cool. Un bookazine è the very first international blogger magazine, ovvero una rivista dedicata ai blogger che è monotematica e si può tenere in libreria perché è roba che dura, come un bel libro. Il 16 settembre ha preso vita Berlin blog slam, un incontro live tra blogger che senz’altro verrà replicato in futuro da qualche parte nel mondo.
15 Set
18-26 Settembre 2010
Ne conosco diversi. C’è Anti finlandese, festival d’arte contemporanea poi c’è Anti Anti torinese, il cantante, anche lui abbastanza contemporaneo e poi Anti londinese. Vi sfido a leggere il testo del loro sito, del loro programma. Mi piace particolarmente il concetto di sperimentare cibo per la mente. Le varie location del festival si diramano tra le vie di Shoreditch, il quartieri più hype della capitale ormai da un decennio. Per il resto del programma invece credo che ci saranno le solite esibizioniste performative, installazione parlanti, film sonori e fashion interattivo. Dopo tutto ciò tornete a casa e il Mondo sarà più o meno lo stesso in cui gli sponsor avranno elargito e se ne saranno pentiti o non se ne ricorderanno nemmeno.
13 Set
Come vorresti che fosse il futuro?, diceva un bello spot della Telecom di qualche anno fa. Altro che John Travolta vs Hunziker. Ecco, a questa domanda si proverà a rispondere nella Social Media Week di Milano, Buenos Aires, Mexico City e Los Angeles, dal 20 al 24 settembre di quest’anno. In realtà la domanda è una po’ diversa, come sarà la città del futuro? Ma cambia poco. Ma che succederà? Ad esempio, lunedì 20 settembre, all’Università di Milano (via del Perdono 7) si discuterà su un tema molto complesso, ovvero su come i social media non siano solo Facebook, luogo virtuale del perder tempo, ma anche nuovi spazi di comunicazione e condivisione della conoscenza, una “public sphere” che crea le condizioni per la partecipazione informata dei cittadini. E fin qui il futuro delle città è senz’altro luminoso. Però tra i suoi Media Partner, la Social Media Week Milan può contare anche su Urban Screen, ovvero quello schermone di 487 mq che dà mostra di sé in P.zza Duomo a Milano. Come c’è scritto sul sito della manifestazione ‘La medializzazione della città è uno degli scenari del futuro: comunicazione, arte, pubblicità saranno sempre più parte dell’arredo urbano’… Ma ne siamo poi così certi, soprattutto per Milano? La speranza è che la qualità di ciò che viene comunicato cresca e la quantità cali. Ad esempio, a Madrid (vedi foto) i manifesti pubblicitari sono pochissimi e il comune comunica attraverso splendide piccole locandine poste nei tanti viali della città. Il comune ovviamente non comunica solo mostre, anche cose amene come la Fashion Night Out. Il risultato è visivamente splendido. A Firenze invece i manifesti sono troppi, a Roma ancora di più, mentre a Milano c’è Urban Screen, che proprio splendido non è. E quindi, come vorrei che fosse il futuro di Milano? Meno pubblicizzato.
8 Set
8 Set
Nonostante l’età non ha custodito un archivio statico e noioso, si evolve e si espande in nuove direzioni ogni volta che viene inaugurato, verniciato. Garage sarà questa volta un festival che parla del lavoro degli artisti, che discute delle performance di oggi. Entro il 14 Settembre si apriranno sicuramente nuove prospettive sul patrimonio di creatività che qui sarà esplorato. Qualche nome dell’acclamato panorama russo :: Elena Kovylina, German Vinogradov, Andrei Kuzkin, Fyodor Pavlov-Andreevich, MishMash Group, Blue Noses e Dasha Zhukova una dilettante glamorous party girl con grandi capacità da imprenditrice.
4 Set
Melog, il programma che ogni giorno Gianluca Nicoletti conduce su Radio24 e che ricomincia il 5 settembre, non è il mio preferito. Da tempo sta nella cinquina dei top, ma attualmente è superato da: 1) Er Pantera Giuseppe Cruciani, sempre su Radio24 alle 18.30, l’unico ad aver capito che la politica in Italia è uno show degno del Divino Otelma 2) Deejay chiama Italia su Radio Deejay, perché Linus ha imparato a cazzeggiare in onda 3) il Gastronauta, sempre su Radio24 nel weekend con Davide Paolini, perché il cibo è molto importante 4) Da Raistereonotte su Radiouno quando al microfono c’era John Vignola (un mito ligure)… Ma i miei gusti contano poco. Credo sia molto cool il suo modo di realizzare il programma. Nicoletti, come tanti di noi, non fa un cappero tutto il giorno. L’unica cosa che fa con costrutto, come chi scrive, è stare dietro a un computer. Invece di stare ‘in riunione’ o ‘in ufficio’ ossia a perdere tempo, lui è costantemente su Facebook a dialogare con i suoi ascoltatori come fossero amici… in realtà sono davvero amici, anche se ’solo’ virtuali. Cambia la sigla musicale e chiede un parere… Gli serve una chiamata per la sigla parlata e la chiede… e via così. Credo che in futuro si farà sempre così, per adesso invece Nicoletti è uno dei più ‘avanti’. Perché per lui la rete è semplicemente parte del programma, non un aiuto in più… Il risultato anche promozionale è che un programma stralunato di livello ‘elevato’ (per tutto quello che questa parola vuol dire, senz’altro uno che parla per un’ora di motorini e fughe che si facevano a 16 anni non si dedica al ‘basso’), uno show che sarebbe perfetto per la notte di Radio3, non per la mattina di Radio24, è molto ascoltato e super cliccato. Bravo Gianluca.
COMMENTI RECENTI