Archive for the ‘Food&drink’ Category

EHI, WHERE THE FUCK SHOULD I GO FOR DRINKS? (!)

Quante volte ve lo siete chiesti: “dove ca… andiamo?”. Sabato sera, vi hanno già cacciato fuori dai bar che conoscete e siete alla disperata ricerca dell’ultimo locale “magnanimo” che vi prepari il bicchiere della staffa? Niente paura, wherethefuckshouldigofordrinks.com - potere del GPS - è il sito, e app., che fa al caso vostro.

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Abbiamo fatto una prova, qui a New York, e se digitiamo Gramercy Park, la zona in cui mi trovo, eccomi in aiuto il Black Bear Lodge, il Fitzgerald’s Pub e il McCormack’s, solo quarto l’esclusivo Rose Bar del Gramercy Park Hotel. La possiamo definire una app. di “sopravvivenza”, dunque, non aspettatevi solo mete modaiole, si bada soprattutto al sodo, affinché voi e i vostri amici possiate assaporare l’ultima bionda della serata, senza fregature.

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  • Skinny “little” b… (AU)

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    La citazione mi è duopa. Non stiamo parlando di Courtney Love e della sua band Hole. Stiamo parlando di un’azienda australiana che a giudicare dal nome è di proprietà di due fratelli, iscritti di sicuro al circolo dei buontemponi. Hanno infatti pensato bene di utilizzare la carta sensibile al calore per l’etichetta della loro birra. Non è detto che tutti ne siano al corrente prima di ordinarla perchè, si può semplicemente essere attratti dalla bionda pin up. Considerando però il clima estivo che, in Australia, dura praticamente tutto l’anno, il segreto presto sarà svelato e la pin up si rivelerà per ciò che è in realtà, una ballerina di “burlesque”.

    http://www.skinnyblonde.com.au/site/

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    Quello che i signori del marketing non capiscono, è che certe cose, ormai, fanno ridere. O quasi. Tra le iniziative di marketing più risibili c’è il prodotto dell’anno. Il prodotto dell’anno 2011 sono ovviamente una cinquantina di prodotti, perché quello che conta è il marchietto, non la sostanza… li trovate qui. Visto che il marchietto del prodotto dell’anno non bastava, voilà, arriva il Sapore dell’anno 2012, che ovviamente viene scelto nel 2011. Sul sito ufficiale trovate un po’ di info, ad esempio scoprite dalla cronologia del vostro browser che le pagine del sito si chiamano Sappore (con due p) e che ogni marchio, grande o piccolo, può proporre il suo sapore per farlo assaggiare dai consumatori. E’ gratis questo assaggio o si paga? Sul sito non c’è mica scritto, però ci sono già dei premiati, ovviamente prodotti che tutti possiamo scegliere al supermercato già oggi. Ma l’iniziativa non parte adesso in Italia? Va beh. Detto questo, i premi sono anche una cosa seria. Ad esempio, il Pallone d’Oro conta davvero qualcosa nel calcio e l’Auto dell’Anno è un’altra roba seria. Riassumendo… non è che il parere degli esperti o dei consumatori non importi a nessuno, è che qualcuno vuol fare il furbo, ma i più ormai se ne accorgono.

    Coca Cola: cool da 125 anni

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    Nata 125 anni fa, più o meno, Coca Cola è ancora cool. L’ultima batosta, quella dell’energy drink Red Bull, l’ha passata alla grande e se il toro rosso è forte, Coca Cola è chic e durerà ancora un bel po’. Un libro molto di lusso pubblicato da Assouline racconta come è nato e come continua il mito. Ci sono addirittura due versioni, una da 65 dollari, una da 650. Si chiama solo Coca-Cola. Presto ci sarà anche una app per iPad, ovviamente. Forse però la cosa più cool è non comprarsi nessun libro ma una bottiglia o bottiglietta di vetro di Coca Cola e metterla, piena o vuota e tenerla come icona di stile. Sinuosa, sexy, semplice. Coca Cola, e sai cosa bevi (lo cantava Vasco in Bollicine nel 1983, la canzone che l’ha fatto diventare una star).

    Essentaste, magazine italiano sul cibo

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    Si sa, ci sono pochissime cose in cui noi italiani eccelliamo. Due di queste sono il design e il cibo. In questo senso,mangiare un panino al salone del mobile a Milano, qualche giorno fa, avrebbe dovuto diventare un’esperienza mistica. Invece è quasi sempre è incubo di street food con pretese d’alta cucina da consumare nel disastro di via Tortona, tra sporcizia e ressa… Ma fortunatamente la settimana del mobile è finita e possiamo parlar d’altro. Ad esempio, di Essentaste, un magazine web sul gusto prodotto in Italia e scritto (bene) in italiano. Tra l’altro, il web design del sito è bellissimo. Essenziale, mosso, leggero, nero su bianco. Invece del solito sito che segnala in modo diverso i soliti ristoranti, uno spazio web che segnala un libro di cucina per noi veri uomini, Eat like a Men: The Only Cookbook a Man Will Ever Need. Da tenere tra i preferiti.

    Pescheria con cucina, a Torino

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    Torino, non è soltanto un nome… Torino è Napoli che va in montagna, cantava, un milione d’anni fa Antonello Venditti. Oggi Torino è una delle città italiane più multietniche, sobrie, eleganti e innamorate di quella strana bandiera rossa, bianca e verde dell’Italia. Detto questo, che forse non è poi così uncool (a passeggiare per il centro ci si sente in Europa, non in altrove, il che è piacevole), a Torino, in una vietta del centro, via San Francesco da Paola da qualche mese è aperto un locale semplice e molto furbo. Si chiama La Pescheria. Ci si può comprare il pesce, ovviamente, ma si può anche mangiarlo, scegliendo tra cotture semplici. Tra i piatti: finissima di scampi, finissima di polipo, cannolicchi e capesante gratinate, acciughe al verde, carpacci di spada, tonno e salmone e tartare di pescato giornaliero. Qualcuno può anche dire che anche nei ristoranti ‘alti’ il pesce si compra a peso. Certo, solo che qui i prezzi sono accettabili e il pesce si può anche portar via. Mica male.

    Sughero & Aperitivo

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    In diversi locali milanesi (El Beverin – Via Brera, 29, Noy – Via Soresina, 4, Caffè Savona – Via Montevideo, 4 (ang. Via Savona), That’s Wine - Piazza Velasca) prende vita questa sera Sugheritivo. La faccenda è semplicissima: i primi 100 appassionati di buon vino che si presenteranno in ogni locali con un tappo di sughero in questi locali, riceveranno un calice di vino in omaggio. Allora, l’iniziativa potrà anche essere poco chic & cool, ma il sughero, certamente, lo è… e invece di riciclare solo il vetro, potremmo iniziare a riciclare pure quello. Prossime tappe:       8 aprile – Mantova - presso il Clos Wine Bar. 30 aprile - La Spezia - Le Grazie di Portovenere – presso il Goto al Volo.

    ddQui da noi stravolgere il serioso linguaggio delle etichette nostrane  sarebbe impossibile, causa una perdita di rispettabilità e di riconoscibilità. Gli australiani vanno controcorrente. E’ il caso di Merum Estate che ha lanciato Curious Nature, una linea di vini da tavola che, grazie al packaging disegnato dallo studio Manifesto Design, di certo non passano inosservati. Sulle sue etichette , il bianco e il rosso, ci sono esseri metà pesce e metà gentiluomo e gentildonna vittoriani che scrutano con gran tranquillità l’acquirente da dietro il loro monocolo, brindando con il calice stretto nei tentacoli, in perfetto stile steampunk.Via Lovely Packtage 

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    Molti, ma purtroppo non ancora tutti, sanno che a Torino si mangia molto bene (Eataly è nata a Torino). Per questo è il posto perfetto per uno spettacolo a metà tra cibo e teatro, Degustation de Titus Andronicus, uno show realizzato da quei matti de La Fura Dels Baus. Iniziamo col dire che “La Fura dels Baus è una Compagnia sostenuta da Generalitat de Catalunya - ICIC, Ministerio de Cultura - INAEM con il prezioso supporto di Institut Ramon Llull”, ovvero l’avanguardia da sola non campa manco in Spagna. Proseguiamo con qualche dettaglio meno economico e più culturale. Il Titus Andronicus è di Shakespeare e qui il testo viene utilizzato in modo proprio testuale (proiezioni del testo sulle pareti…). Ma venendo alla sostanza, perché le lettere non saziano… “Per questa complessa fusione  (tra cibo e teatro) abbiamo coinvolto un grande nome del mondo della gastronomia: Andoni Luis Adúriz e il suo ristorante Mugaritz, in Errenteria (Paesi Baschi), il 4° miglior ristorante al mondo secondo il prestigioso “The S. Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009″ dichiara il regista Pep Gatell.

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  • Vortex®

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    La bottiglia che rende Miller Lite diversa dalla concorrenza, per un 5% di consumatori attenti all’evoluzione che avviene di continuo nel beverage design. In questo caso il restyling non è avvenuto per il design esterno della bottiglia e non ci sono interventi di designer star, musicisti e opinion leader. Si avverte qualcosa di diverso osservando il vetro. La realtà è che non è una sempllice decorazione. All’interno del collo c’è infatti una spirale che, da quanto dichiarato dall’azienda, modifica l’esperienza sensoriale prodotta dal vortice che si crea versando e bevendo subito dopo. Io ho dei seri dubbi, ma, l’idea mi piace.

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