24 Nov
Il 4 e 5 dicembre nelle piazze italiane puoi comprare le lenticchie della Lipu. Come scrivono giustamente sul sito della Lega Italiana Protezione Uccelli, la natura ha un progetto, ma da sola non ce la fa. Meglio darle una mano. Pensa te, ti danno anche in omaggio 250 grammi di pasta biologica di grano duro trafilata al bronzo, se ti compri le lenticchie (che portano bene, lo sanno tutti). Il progetto di Lipu è cool, perché agli stressati come chi scrive basta un attimo per rilassarsi. Anche dare un piccolo contributo alla manutenzione dei camminamenti in aree umide dove ogni tanto vedi passare quei begli uccelli… Per rilassarsi basta anche dare un’occhiata agli uccellini del sito, che sono disegnati benissimo.
22 Nov
Ceres for Art è un concorso per giovani talenti artistici sponsorizzato, come è ovvio che sia da Ceres. Il noto beer brand lo organizza insieme con Mtv e quella del 2010 è già la quarta edizione. Della giuria fan parte artisti, personaggi e musicisti piuttosto noti: Luca Beatrice critico d’arte contemporanea e curatore. Boosta, musicista e artista legato ai Subsonica. Valentina Pesati, art consultant, Duri Bardola, direttore creativo di Pbcom Gruppo Moltiplica… e pure Luca De Gennaro, direttore artistico di Mtv, uno dei pochi professionisti della musica che sappia come si fa a fare su Facebook un diario online simpatico e costruttivo. Per far vedere il proprio talento c’è tempo fino al febbraio 2011, ma chi ha tempo non aspetti tempo. Possono partecipare fotografi, scultori, pittori e video artist. Certo, non va dimenticato che tutto questo vien fatto per vendere una birra, non per amore dell’arte. Ma sempre d’arte si tratta. E c’è anche chi vende birra senza un briciolo d’amore per il bello. Eccome se c’è.
6 Nov
Non c’è niente di deviante in questa bella art competition organizzata da Deviant Art. Si chiama Skin the bottle e fa venir sete di arte e voglia di bersi una boccia di Art Water. Chi scarica il template e lo rimanda con l’artwork più bello vince subito 1500 dollari (che non sono male), in più come tutti i designer che si rispettino si piglia una royalty ogni volta che una bottiglia verrà venduta negli Usa. I vincitori saranno tre: un fotografo, un digital artist e un artista ‘tradizionale’ (la differenza ormai è sottile ma c’è ancora. I pennelli veri non sono digitali). Insomma, è un contest ma è anche una cosa seria, il che è molto raro. Di solito i contest si fanno per fare community, non per produrre oggetti e venderli.
9 Ott
Quelli che vedete qui sopra sono solo alcuni dei protagonisti di Le Grand Fooding, un gran bella confusione tra cibo, musica ed eventi che prenderà vita a Milano, in zona Tortona, venerdì 14 ottobre dalle 19 in poi. L’idea è francese, tres chic. E’ un evento di beneficenza (il 40% dei 25 euro del biglietto vanno a un’associazione che aiuta bimbi e famiglie in difficoltà) e contemporaneamente è un gran divertimento. Ci sono dj e nottambuli come Crookers e Nicola Guiducci (anima del Plastic) insieme a chef stellato come Carlo Cracco ma anche pittori, tatuatori… tutti insieme, appassionatamente, a far capire che Milano NON è solo design. Certo, il design è bello, ma il food design è roba che si guarda (e poi si mangia) e pure a Le Grand Fooding ce ne sarà. Proprio come per quel che riguarda la moda, si può essere cool e non è essere design. Mon è che tutto quel che è cool debba per forza essere design. La forza della design week è di essere in mezzo alla città… questa è la formula che anche il resto delle manifestazioni milanesi stanno copiando e non è affatto male.
3 Set
Credo che quella del minimalismo, anzi dell’essenzialità, sia più che una moda. E’ quella di marchi come American Apparel, di cui si parla poco, meno che Abercrombie… ma funziona ed è (forse) più su. Sono poi in arrivo a Milano due marchi che i veri fashion expert considerano un poi cheap, ma sono molto longevi e senz’altro molto easy ed essenziali, parlo di Gap e Banana Republic… Senz’altro non appena arriveranno a Milano la loro coolness si abbasserà di diverse tacche. Si sa come funziona la testa dei fashionisti: se una cosa è vicina e per tutti, perde valore. Comunque, Gap & BR regnano. Segno che l’essenzialità fa campare bene e allunga la vita. Ma questa è una premessa. Volevo scrivere di altri minimal brand. Amo molto questi quattro design pieces, tutti segnalati da Colette nella sua imperdibile newsletter mensile. Trovate tutto in vendita a Paris, ovviamente, oppure (se siete fortunati), sul sito. Caratteristiche comuni: nero su bianco (o viceversa), righe per dividere il testo, leggibilità estrema… Forse il no logo è troppo, ma quando li logo diventa parte del prodotto in modo sobrio e non caciarone come le più recenti polo di Ralph Loren col logo immenso… diventa inessenziale.
25 Lug
Quelli di Milano Food Week www.milanofoodweek.com se ne sono inventati un’altra. Dal 14 al 24 settembre 2010, in piene sfilate Milano Moda Donna, prende vita il progetto Food is Fashion Health is Fashion. Ossia la il cibo è moda, la salute è moda. Sulla prima frase di questo slogan, c’è da obiettare. O almeno, non è certo vero che la moda vede di buon occhio il buon cibo. Un’insalatina alla milanese sarà pure di moda, un panino col lampredotto le modelle e uno come Armani, fisicatissimo e senza età, col cavolo che se lo mangiano. Detto questo l’anoressia e il junk food sono cose serie, per cui se il rutilante fashion system si ferma a mangiare un po’ meglio, non è male. Buyer, giornalisti ed operatori del settore saranno dotati di una fashion bag piena di cose buone da mangiare: una mela, una bottiglia d’olio extravergine d’oliva, pasta (etc)… Patrocina l’Assessorato alla Salute.
16 Lug
Avete voglia di bere birra e l’ultimo spot Heineken, quello che dice Are you still with us e divide gli uomini dai ragazzi propendendo senza il minimo problema per i secondi? Se anche voi guardate male le lavatrici e ci tenete dentro la birra col ghiaccio, magari avete qualche problema con le borse frigo che senz’altro vi portate sempre in giro. L’idea è dell’agenzia Young & Rubicam Porto Rico.
2 Lug

Un paio di clic per ordinare una pizza a domicilio. Con PizzaInTown, associata al sito Clickeat, alla sua quarta applicazione, ognuna dedicata a una città: Roma, Milano, Torino e Bologna. La ricerca permette di accedere a tutti i locali convenzionati, di consultare le zone di copertura e di ordinare il proprio menu dettagliato. Non solo pizza, ma anche cucina italiana o etnica, fino al sushi. I locali disponibili non sono migliaia, ma comunque sufficienti a coprire gastronomicamente il territorio. L’aspetto migliore è la personalizzazione dell’ordinazione, con menu completissimi e la possibilità di allegare note a ogni piatto ordinato. Qui si può scaricare.
28 Giu
Un po’ come quando si era bambini: tu mi fai un sorriso, io ti regalo un gelato. Si tratta di un’applicazione “Augmented reality” in grado di recepire l’espressione della persona che ha davanti e reagire di conseguenza. Attraverso un avanzato sistema di face detection, in grado di riconoscere le espressioni e misurare l’ampiezza di un sorriso, il distributore automatico Share Happy, cattura l’immagine del cliente e, se è soddisfatto dalla sua espressione, dopo aver condiviso la foto su Facebook, gli regala un gelato. Progettata da SapientNitro, agenzia che crea applicazioni ad alto tasso d’interattività, per Unilever, multinazionale del settore alimentare, questo speciale distributore è stato presentato questa settimana al Cannes Lions Festival, la kermesse pubblicitaria più prestigiosa al mondo.
27 Mag
Fin da bambino vedo questo bel gallo nero sulle bottiglie di Chianti. Mio padre mi diceva: “vedi Lorenzo, c’è anche il Putto ma il Chianti vero è il Gallo nero”. Il Chianti Classico, come se quello che non è classico non possa essere Chianti. Il che è vero, l’eccellenza non si inventa e nascerà sempre e comunque non troppo lontano da Greve (in Chianti). E io a Greve ho passeggiato con mia nonna, che oggi è in casa di riposo all’Impruneta, sempre nel Chianti… Ma col tempo, le etichette delle bocce di Chianti stanno diventando stantie, non classiche. Ben venga questo logo di Classico è, dal 29 maggio al 5 giugno. Si parte dal solito Gallo, ma da un suo bel particolare. Si consiglia, oltre al logo, anche di cambiare lo stile delle parole. Non se ne può più di cose di questo tipo: “Tra le dolci e verdeggianti colline puntellate da vigne e casolari, disseminate tra le province di Siena e Firenze, non si producono solo grandi rossi ma si può visitare anche una delle zone bucoliche più belle del pianeta”… Piuttosto fondiamo un movimento che legalizzi il tirare scappellotti a chi beve il Chianti con i cubetti di ghiaccio dentro.
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