Archive for the ‘Green’ Category

Maleducazione da chewingum, ovvero, la cattiva abitudine di attaccare le gomme da masticare dietro lo schienale delle sedie, di generazione in generazione, e paradossalmente tramandata a scuola o buttarle a terra durante la passeggiata.

Scappa da ridere ma in realtà il problema non è da sottovalutare, le città sono sempre più sporche e deturpate. Lo sapevate? In Italia rimuovere 1 gomma da masticare dall’asfalto costa 1 euro e il tempo richiesto dall’operazione è pari a 2 minuti. Fate un po’ i conti…

Da qui Laura Martini, designer e artista milanese, libera la sua creatività in “Stick your Gum here”, il progetto che combatte proprio la maleducazione ed educa il cittadino al rispetto dell’ambiente. Una simpatica strategia di ambient marketing che RI-crea l’immagine dello schienale della sedia, utilizzando gli “archetti parapedonali” già presenti sul territorio.

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E’ su questi  archetti che sono agganciati i pannelli in legno e, quello che prima era un semplice dissuasore di sosta, è lo schienale di una sedia, dagli angoli completamente arrotondati, su cui poter lasciare la propria  chewingum.

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I pannelli potranno poi essere personalizzati mediante messaggi volti a sensibilizzare il cittadino. E per ripulire il pannello? Basta staccarlo e sostituire i fogli con la grafica personalizzata. Divertente e amico dell’ambiente!

TRIBEWANTED – IL TURISMO ECOSOSTENIBILE

Da ottobre 2011 si può passare una settimana solidale il Sierra Leone.

Nell’ultimo anno, nella località di John Obey Beach in Sierra Leone, il team di Tribewanted ha costruito un villaggio di Earth-domes, le case ecosostenibili fatte di paglia e materiale locale, avvolto in sacchi di tela messi uno sull’altro come mattoni, senza abbattere nessun albero. Una volta finite sembrano arrivate dallo spazio, ma sono il frutto della ricerca: bastano 3 persone e alcuni giorni di lavoro per costruire una casa di 40 mq completamente autonoma per elettricità e  riscaldamento. Esperti locali e turisti da tutto il Mondo hanno lavorato insieme.

Earth Dome House

Ora il progetto Tribewanted parte per il secondo anno, da ottobre fino all’inizio del periodo delle piogge. Si cercano turisti consapevoli e avventurosi disponibili a dare una mano nei progetti di costruzione, sviluppo dell’energia solare, agricoltura sostenibile. Il progetto è guidato da uno staff locale di una trentina di membri tra cuochi, contadini, giardinieri e costruttori.

Si può alloggiare nelle earth-dome, o nelle capanne di legno sulla spiaggia, nuotare e fare snorkeling per chilometri in un mare incontaminato, pescare in canoa, visitare Freetown (la capitale che dista solo 40 km) e passare le serate, come vuole la tradizione, a bere vino di palma cantando e ballando insieme intorno al fuoco.

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Le quote di soggiorno partono da 295 sterline a settimana, compresi i pasti e il pernottamento e si possono trovare voli a tariffe di favore su sierraleonetravel. Tribewanted è un’associazione no-profit e reinveste il 70% di questi ricavi per finanziare il microcredito e i progetti scolastici in Sierra Leone.

Per farsi un’idea di come sono andate le cose nel 2010 hanno realizzato un video.

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Non ho particolare amore per chi continua a pensare che la natura rilassa anche quando ne usiamo solo i suoni o le immagini. C’è un esperto di sonorità applicate al lavoro e all’industria che dice che se metto l’acqua che scorre, anzi il suo suono, in un ufficio, faccio lavorare meglio la gente. Secondo me sarebbe meglio mettere l’ufficio in un posto in cui fuori non c’è tutto cemento. Per questo, l’Airport Park di Amstedam Schipol in parte non mi convince. Non è che se metti un tronco per terra, tutti torniamo in contatto con la natura. Per farlo bisognerebbe passeggiare in un bosco almeno una volta al mese… ma non è certo tutta una bufala. Anzi. Ad esempio c’è una bella terrazza esterna che ovviamente non dà sulle piste (sennò il rumore sarebbe insopportabile) e che è perfetta per un po’ di relax all’aperto. Passiamo gran parte della nostra vita al chiuso, mentre la natura è fuori. Gli olandesi, che sono sempre avanti, l’hanno capito.

A Love Story… In Milk è lo spot realizzato dallo studio Catsnake per sensibilizzare gli spettatori su una questione delicata ed essenziale come quello della raccolta differenziata. Commissionato dall’organizzazione inglese Friends of the Earth, si basa sulla storia d’amore tra due flaconi, separati da un cittadino maldestro (e dalla mancanza di cassonetti).

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  • Reduce Repair Reuse Recycle

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    Siamo stati abituati dai Media a pensare che il green business si possa catalogare sotto le famose tre erre. Esiste invece un’azienda che ha voluto aggiungerne una quarta, repair. Il messaggio sembra quindi essere quello di spendere meno, fare quindi meno shopping ed utilizzare il più a lungo possibile un capo. Non è dato sapere se ciò faccia bene all’economia. Patagonia, l’azienda che ha lanciato l’iniziativa a quanto pare dopo avere deciso di aiutare i suoi clienti a rivendere, scambiare o donare i capi dei suoi clienti delle stagioni ormai passate, ha deciso anche di ripararli gratuitamente. Di certo il concetto di economia sostenibile in questo senso prende forza. Parliamo dunque di vestiti con una garanzia che dura ben cinque anni, dopo l’azienda invita a permetterne il riciclo. Alcune materie prime possono infatti essere fuse per rigenersi in nuova materia prima. Fidatevi perchè queste attività sono certificate.

    http://www.patagonia.com/

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    Non ricordo bene dove e ho l’ho scovato surfando sul web, ma adesso che so è che Wired Usa approved, sono certo che la quantità di fattore cool di questo simpatico iMojito, un porta iPhone che è una portafoglio, sia altissima. Innanzitutto è una questione di riduzione: perché avere un portafoglio e un telefono magari con cover? Meglio avere in tasca una cosa sola, in cui ci stanno anche le carte di credito (si sa, noi cool hunter ne abbiamo in tasca almeno 4, io personalmente 6). E’ in eco pelle, per cui piace anche ai vegani. Sembra che sul web ci sia anche un promo con una ragazza nuda in scooter con questo bel porta tutto… ma purtroppo io non l’ho trovato. Si accettano, molto volentieri, segnalazioni.

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    Gli iPad venduti in Italia sono oltre 70.000 (nel mondo ben oltre i due milioni), un numero alto per un aggeggio che senz’altro costa molto ma che ha un rapporto qualità / look / tecnologia piuttosto di successo.  Voglio dire, un mini pc costa 300 euro e fa quasi tutto quello che fa un pc, mentre un iPad serve solo per leggere e surfare sul web. Certo, l’iPad quello che fa lo fa molto bene e per questo piace. Tuttavia i numeri sono ancora molto limitati: il Corriere della Sera, per capirsi, ogni giorno diffonde circa 500.000 copie al giorno e ’solo’ 20.000 per iPad… non male, comunque, la media dei possessori di iPad che decidono di comprare informazione pagando (la app costa), se uno su tre è abbonato al Corriere è logico supporre che almeno due sue tre leggano quotidiani sul mitico aggeggio. E allora, siccome chi ha l’iPad di solito qualche soldino ce l’ha, ecco che la pubblicità sul supporto decolla. La prima azienda a sceglierlo in Europa è Renault. Come si chiamano gli annunci per iPad? E’ ovvio, iAd. Per primo viene pubblicizzato un prodottino che verrà commercializzato tra un anno circa, ovvero un simpatico tandem elettrico coperto, Twizy.

    A Christmas Gift

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    Si è appena conclusa la ventitreesima Cannabis Cup in Amsterdam. Non starete pensando a fare degli ordini online, vero? Magari questo accessorio potreste anche ordinarlo e personalizzarlo. Che cos’è? Semplice, un grinder per tritare le erbe medicali che è ancora possibile comprare in Olanda. Buon Natale.

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  • Filed under: Gadgets, Green
  • Lenticchie & uccellini

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    Il 4 e 5 dicembre nelle piazze italiane puoi comprare le lenticchie della Lipu. Come scrivono giustamente sul sito della Lega Italiana Protezione Uccelli, la natura ha un progetto, ma da sola non ce la fa. Meglio darle una mano. Pensa te, ti danno anche in omaggio 250 grammi di pasta biologica di grano duro trafilata al bronzo, se ti compri le lenticchie (che portano bene, lo sanno tutti). Il progetto di Lipu è cool, perché agli stressati come chi scrive basta un attimo per rilassarsi. Anche dare un piccolo contributo alla manutenzione dei camminamenti in aree umide dove ogni tanto vedi passare quei begli uccelli… Per rilassarsi basta anche dare un’occhiata agli uccellini del sito, che sono disegnati benissimo.

     

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    Ecco un piccolo elenco, per niente ragionato e molto casuale, di cose da fare a Milano ora che è in corso la fashion week e sembra succeda chissà che in ambito fashion. In realtà in città le uniche shopping bag che si vedono sono quelle di Abercrombie (& Fitch) che con la fashion week c’entrano poco, ma forse è un’idea di chi scrive… E quindi, bando alle cance (alle chiacchiere), veniamo all’elenco. 1) Da venerdì 24 a domenica 26 all’Arco della Pace si mangia con 20 euro con grandi chef come David Oldani  e Carlo Cracco (attenti che è quasi sold out). 2) Venerdì 24 alle 19 in Galleria Vittorio Emanuele e sabato 25 dalle 22 al Termovalorizzatore Silla 2 (Rho - Pero), si balla la musica eco di Diego Stocco, uno che suona gli alberi (davvero) e insieme il groove di Claudio Coccoluto. Ci si prenota gratuitamente sul sito) E’ appena stata inaugurata la mostra dedicata a Salvator Dalì alla Triennale  di Milano, uno che è ancora oggi avanti anni luce rispetto al Fashion System (pur scritto con la maiuscola) 4) (non è il quarto posto, ma la quarta cosa, in realtà fondamentale). Venerdì 24 settembre, alle 20 e 30 e alle 22 e 30, si può al Cinema Mexico (zona Buenos Aires) a cantare The Rocky Horror Picture Show. L’ingresso è libero e si selebrano i 35 anni  del film e l’uscita in Blu-ray HD. Solo su prenotazione dal 23 Settembre allo 02 48951802

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