Archive for the ‘Green’ Category

Re:design positively

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“Re:design positively – Nuovi contenitori per la raccolta differenziata” è un concorso indetto da Coca Cola con il supporto della Facoltà del Design del Politecnico di Milano e in collaborazione con l’Associazione ReMade in Italy che ha il fine di ottenere una proposta progettuale di contenitori per la raccolta differenziata di plastica, carta, vetro e alluminio, realizzati con materiali riciclati post-consumo.

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EXPO (Shanghai)

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“Better City, Better Life”

Il tema dell’Expo rappresenta il desiderio comune di tutta l’umanità di vivere meglio il futuro ambiente urbano. Riuscirà quindi il popolo cinese a trovare la strategia migliore per lo sviluppo urbano sostenibile? Leggiamo tutti i giorni del resto che loro, più di chiunque altro, sono alla ricerca di una vita urbana migliore. Il genere umano è nelle vostre mani. La città del futuro da prendere come esempio è proprio Shanghai infatti. Peccato però che i manifestanti di CPH, secondo me, non ci arriveranno in Cina il prossimo primo Maggio.

http://en.expo2010.cn/

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Zipcar è molto più del solito noleggio auto che ti libera dalle rotture della gestione di un’auto tutta tua. Innanzitutto se ti iscrivi al network puoi scaricarti un’applicazione per l’iPhone che serve davvero… oltre a farti trovare la tua auto dove ti serve in tante città (negli USA e a Londra), fa suonare il clacson del veicolo quando l’hai perso al posteggio (a me capita sempre). Poi i prezzi sono bassi e le auto cool come la Mini con tanto di frigobar già pieno oppure truck, ovvero furgoni per traslochi alla moda. Come mi sento indietro con la mia Clio di proprietà, già sporchissima dopo la nevicata…

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  • The Berg (DE)

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    Un progetto (ancora da realizzare) dell’architetto berlinese Jakob Tigges il quale ha pensato di far sorgere nella sua città, laddove prima trovava spazio l’aeroporto di Tempelhof, una vera e propria montagna “magica”, con tanto di cervi e stambecchi.

    www.the-berg.de

    Plastic Moncler (Pharrell Williams)

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    Remo Ruffini teachs. Voi magari pensate che questa sia una consulenza come tante; una collaborazione tra il produttore/designer e un noto marchio d’abbigliamento italiano. Magari pensavano la stessa cosa anche in Moncler. Invece l’eclettico nerd prima di tutto ha tirato fuori l’idea del giubbetto anti proiettili e poi ci ha aggiunto tessuti ecologicamente sostenibili, made in New York, della sua nuova azienda tessile che produce tessuti con bottiglie di plastica riciclate. Se poi volessimo leggerci un messaggio social-politico io la vedrei un pò così :: “la guerra non è mai stata così di moda”. La linea all-black farà il suo debutto nell’autunno 2010.

    http://www.bionicyarn.com/

    http://www.moncler.it/

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    Il Gruppo Gucci, che controlla prestigiosi marchi della moda e di beni di lusso, ha deciso di eliminare la carta proveniente dalle foreste pluviali e dalle piantagioni dell’Indonesia e da produttori legati alla deforestazione, come Asia Pulp and Paper, come primo passo verso una ambiziosa politica di acquisti dei prodotti a base di carta, in coerenza con l’interesse già mostrato da Gucci verso la riduzione del cambiamento climatico, causato per un 20% dalla perdita delle foreste.La scelta del Gruppo Gucci impegna alcuni dei marchi più famosi della moda, tra cui Yves Saint Laurent, Alexander McQueen, Stella McCartney e Balenciaga, ad una policy nella gestione dei prodotti a base di carta, che è forse la più forte di tutto il settore dei prodotti di lusso. In base a questa policy, che sarà attuata entro il dicembre 2010, il Gruppo Gucci si è impegnato a ridurre la quantità di carta impiegata negli imballi, a eliminare le fibre provenienti da foreste di alto valore ambientale, e a impiegare esclusivamente fibre riciclate o certificate Forest Stewardship Council (FSC). In base a questa policy, tutta la carta impiegata dal Gruppo, dagli shopper di carta, alle fotocopie degli uffici, non proverrà da foreste minacciate come quelle dell’Indonesia.

    www.guccigroup.com

    Stokke, il seggiolone che diventa sedia

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    Come sono cool le cose di legno per i bambini (e che palle la plastica). Ieri ero in giro per Brescia e sono stato un paio d’ore in un negozio di giochi creativi in legno che non mancherò di segnalare (adesso purtroppo non mi ricordo come si chiama). Visto che era la prima domenica d’apertura per le festività, mia moglie voleva comprare con mia sorella un nuovo seggiolone che diventa sedia per mia figlia. Trattasi del mitico Stokke, che è quasi introvabile, e infatti o lo compra mia sorella a Torino o lo compriamo sul web… Ieri non l’abbiam trovato. Stokke è il marchio delle sedie ergonomiche, è tutto in legno o quasi, lo personalizzi come vuoi e via via che il bimbo/a cresce diventa una sedia. Con tutti gli accessori costa intorno ai 250 euro, non poco, ma vuoi mettere con quelle seggiolacce in plastica.

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  • Filed under: Green, Social, Wellness
  • Una lodevole iniziative strategica nata da una curiosa commistione tra sabbia e uva. Se ci pensate bene il vino è storicamente prodotto pigiando l’uva con i piedi, ma, non ricordo nessuna etichetta italiana dal nome tipo “Scalzo” o “Piedi Nudi”; invece negli US ci sono arrivati facilmente, vuoi anche perchè in spiaggia ci si può andare anche a piedi nudi con una buona bottiglia di vino californiano. Ci può stare! Case History :: ogni anno, oltre 25.000 spiagge negli US vengono chiuse per essere poi bonificate. Barefoot Wine e Surfrider Foundation hanno pensato d’incoraggiare i residenti a contribuire attraverso il volontariato alla pulizia delle spiagge in modo da renderle “barefoot-friendly”. Il risultato è stato di oltre 1.200 persone in più di 25 località che hanno sostenuto l’attività no-profit. Cheers.

    Barefoot Wine Beach Rescue Project - Huntington Beach from Christine Reardon on Vimeo.http://www.barefootwine.com/

    http://www.surfrider.org/

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    La nuova campagna WWF è una bella animazione che spinge sui comportamenti virtuosi individuali, incitando ognuno di noi a farsi carico delle questioni più urgenti e a dire la propria, un effetto domino dagli esiti sorprendenti.

    Via | Gugazine.com

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  • Filed under: Green
  • Sembra una costruzione uscita dalla fervida mente di progettista 3D di cinematografia di  fantascienza. Parrebbe. In realtà si chiama Ecopod, strutture innovative che permettono la crescita accelerata di alghe destinate alla produzione di biocombustibile.

    Un intervento di recupero urbano, ma soprattutto un tentativo concreto per creare le basi per delle nuove modalità di approvvigionamento energetico ecocompatibile all’interno delle aree metropolitane. Che sia il futuro? C’è da augurarselo. Anche alla vista non sfigura affatto.

    A progettarli, una partnership tra gli studi americani Höweler + Yoon Architecture e Squared Design Lab. L’Ecopod è previsto su un palazzo abbandonato nel centro di Boston.

    Via Greenmuze

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