2 Mag
6 Maggio
All’interno del Jebel Ali Golf Resort & Spa aprirà tra pochissimi giorni un beach club, neanche a dirlo super lusso, ma, con qualcosa di meglio rispetto ai più classici e family friendly di cui il golfo di Dubai è pieno. Chi frequenta Miami sarà già abituato a questo genere di cose, così come chi ha messo piede all’interno del White di Beirut (che ne cura l’art direction), un club creato sul roof top dell’Al-Nahar building dove, tanto la clientela quanto gli ospiti che si esibiscono sono oltremodo posh. Joya sarà quindi il beach club di riferimento per i party della prossima stagione. Dalla sua spiaggia privata alle piscine e lounge roof top. Sarà invece più difficile entrare nella vip area Divaz. Non riesco però ad immaginare quali siano le credenziali necessarie per avere accesso perchè, solo per raggiungere il party, in questo caso, bisognerà parcheggiare il proprio yacht nella banchina del resort.
rsvp@joyabeach.com
1 Mag
Dane Lovett è un’artista visuale, si occupa di grafica e pittura. Ma i suoi soggetti sono soprattutto musicali. Vecchie drum machine, vecchie cassette audio, vengono ritoccate in qualche modo col pennello e rivivono come opere d’arte. Un vecchio cd (tutti i cd sono vecchi, il supporto è nato nel 1982) diventa un sottovaso… E’ un’arte intima e riflessiva, in mostra da Colette a Parigi, fino all’inizio di giugno. Si dice che l’artista, sia quello che per primo sappia reinterpretare oggetti che non sono arte. Tutti quelli che dicono “questo potevo farlo anch’io”, in realtà dicono che possono rifarlo, non farlo per primi. Se non sbaglio lo disse Duchamp. Sottoscrivo al 100%.
17 Apr
Si sa, ci sono pochissime cose in cui noi italiani eccelliamo. Due di queste sono il design e il cibo. In questo senso,mangiare un panino al salone del mobile a Milano, qualche giorno fa, avrebbe dovuto diventare un’esperienza mistica. Invece è quasi sempre è incubo di street food con pretese d’alta cucina da consumare nel disastro di via Tortona, tra sporcizia e ressa… Ma fortunatamente la settimana del mobile è finita e possiamo parlar d’altro. Ad esempio, di Essentaste, un magazine web sul gusto prodotto in Italia e scritto (bene) in italiano. Tra l’altro, il web design del sito è bellissimo. Essenziale, mosso, leggero, nero su bianco. Invece del solito sito che segnala in modo diverso i soliti ristoranti, uno spazio web che segnala un libro di cucina per noi veri uomini, Eat like a Men: The Only Cookbook a Man Will Ever Need. Da tenere tra i preferiti.
12 Apr
adidas, o Adidas (il primo modo di scrivere il marchio è quello più amato dall’ufficio comunicazione del marchio, il secondo è quello più corretto in italiano) fa sneaker da qualche anno. Diciamo che se Chanel ha inventato la moda, Adidas ha inventato le sneaker, più o meno, e lo stile sporty chic, insieme a Run Dmc e compagnia. Per questo è giusto riassumere la faccenda in un bel Bignami di 128 pagine. Il testo, chiaramente un testo di studio per i maniaci, contiene 8 capitoli. I contenuti spaziano dall’etichetta, allo stile, alla cura delle sneakers, le schede tecniche di 20 articoli della collezione e le illustrazioni originali di Alessandro Baggi. È disponibile in due edizioni, entrambe rigorosamente Autentiche Bignami: Classic, con copertina marrone, esattamente come i Bignami oggi in commercio e Limited, con Copertina bianca, edizione limitata di 500 copie numerate.
1 Apr
Questo poster raccoglie 110 pettinature e circa 60 anni di storia della musica pop. Si intitola A Visual Compendium of Notable Haircuts In Popular Music ed è stato progettato dai designer di Pop Chart Lab, gli stessi che con giochi di infografica avevano illustrato le relazioni tra i nomi dei rapper in un caso, e gli utensili da cucina in un altro. Stampato in una serie limitata di 500 copie, questo poster farebbe la felicità degli hair stylist più di tendenza.
1 Apr
L’idea di personalizzare il proprio MacBook con degli stickers, in particolare giocando con la mela luminosa sul dorso, non è nuova: i più famosi sono probabilmente quelli che ritraggono Biancaneve, in vari atteggiamenti nei confronti della mela. Piuttosto di recente è nata in Francia una nuova linea con il marchio Maison Binoclette.Fondato dalla fotografa Fanette Guilloud, e dal graphic designer Alexis Facca, grazie a un finanziamento collettivo ottenuto tramite il sito Ulule.com, Maison Binoclette produce stickers a forma di occhiali, tra tutti gli accessori, i più utili a donare personalità a un volto… e alla propria mela: occhiali da nerd o da fashionista, classici da aviatore oppure occhialini 3D per gli amanti degli effetti speciali.Per il momento i piccoli adesivi sono disponibili nelle misure adatte a MacBook (bianco, nero e alluminio), MacBook Pro, MacBook Air e anche all’iPad. Sono state però annunciate nuove declinazioni, sia per quanto riguarda le dimensioni sia per nuovi divertenti modelli.
31 Mar
Nuova avventura per il gruppo Drake & Morgan nel centro di Londra, con il The Folly Restaurant, un luogo bizzarro, una contaminazione di luoghi, dove gustare piatti prelibati e speciali, attorniati da piante, fiori ed erbe di qualunque genere, disegnate, appoggiate, in vaso.All’interno del ristorante infatti si possono ammirare un vero e proprio giardino e un negozio di fiori: del resto l’interior design e il floral design in certi casi sono così ben amalgamati da apparire come una cosa sola. Una nota: a Milano esiste un locale molto simile: il fioraio Bianchi. Forse ci siamo arrivati prima.
31 Mar
Torino, non è soltanto un nome… Torino è Napoli che va in montagna, cantava, un milione d’anni fa Antonello Venditti. Oggi Torino è una delle città italiane più multietniche, sobrie, eleganti e innamorate di quella strana bandiera rossa, bianca e verde dell’Italia. Detto questo, che forse non è poi così uncool (a passeggiare per il centro ci si sente in Europa, non in altrove, il che è piacevole), a Torino, in una vietta del centro, via San Francesco da Paola da qualche mese è aperto un locale semplice e molto furbo. Si chiama La Pescheria. Ci si può comprare il pesce, ovviamente, ma si può anche mangiarlo, scegliendo tra cotture semplici. Tra i piatti: finissima di scampi, finissima di polipo, cannolicchi e capesante gratinate, acciughe al verde, carpacci di spada, tonno e salmone e tartare di pescato giornaliero. Qualcuno può anche dire che anche nei ristoranti ‘alti’ il pesce si compra a peso. Certo, solo che qui i prezzi sono accettabili e il pesce si può anche portar via. Mica male.
27 Mar
Caparezza canta che da qui se ne vanno tutti, magari non ti accorgi ma da qui se ne vanno tutti. O quasi. Ecco perchè Cervelli Fuori è un blog multiautore interessante. I Cervelli Fuori sono Steven (Amsterdam), Giovanni (Barcellona), Enrica (Copenhagen), Marta (Norimberga), Silvia (Vancouver). Tutti italiani, tutti più o meno 25enni e tutti all’estero per lavorare. Il comunicato stampa dice che il progetto è “lontano dalla retorica”, ma se uno scrive una roba così, ci finisce subito (nella retorica)… meglio leggere il blog. C’è un bel post sulla passione dei canadesi per lo sport, un altro sulla fissazione dei danesi per la propria bandiera. Uno su come in Svezia i giovani siano molto incoraggiati a metter su impresa, tanto che i fallimenti non li spaventano. Io lo metto tra i preferiti. Il problema è che per ora il blog è senza pubblicità, speriamo che qualcosa arrivi in questo senso, perché è interessante e senz’altro se non rende qualcosina a chi lo pubblica durerà poco.
25 Mar
In Italia ci stiamo godendo solo alcuni lati della free press. Non male quella lyfestyle, non male i magazine dedicati ai locali e alla nightlife, appena decenti i quotidiani. In Uk il fenomeno invece funziona a 360 gradi. L’Evening Standard è un vero giornale e lo trovi gratis a tutte le fermate della metro, ogni sera. In ambito cool & co… ogni settimana, il venerdì, negli hotel e nei locali fa capolino Sport Magazine. Bello il pay off: the weekend starts here. Hai presente il supplemento della Gazzetta? Ecco, una cosa simile ma molto più divertente, con meno personaggi, più stile e pure qualche sport girl (la tradizione delle girl da paginone Uk non finisce in poco tempo). In carta povera, da quotidiano, ha una grafica ipercurata e considera sport pure quello fatto davanti alla Wii, quindi recensisce i videogiochi sportivi che fanno fare movimento. Rissumendo, va bene l’iPad, va bene l’iPhone ma la carta, quando colpisce nel segno, funzionerà per sempre.
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