Archive for the ‘Lifestyle’ Category

A slice of rock n’roll

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New York, East Village. La settimana scorsa (mercoledì 25 giugno) ha riaperto The Pizza Shop, mitica pizzeria per asporto all’angolo fra 7th Street e Avenue A. Attiva fin dagli anni ‘60, aperta fino al mattino, se i suoi muri potessero parlare ci sarebbe davvero da divertirsi: tre generazioni di nottambuli vaganti per Downtown Manhattan ci sono passati almeno una volta. Vista la vocazione musicale del quartiere (siamo a pochi isolati dal compianto CBGB), un manipolo di rockettari di una certa fama ha deciso di prenderla in gestione.

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Le cuffie col silenziatore

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Mi do dell’inetto da solo e racconto come (per me) il  techno gadget dell’estate ‘08  c’è, eccome se c’è.  Chi ha voglia di leggere la puntata precedente clicchi qui. Il must have sono le cuffie in ear con cancellazione di rumore  attiva low cost (39 euro circa, Philips). Me le sono comprate dopo la rottura di un altro paio, della solita marca, ma ho cambiato punto vendita, perchè non dappertutto si inventano la fandonia che la garanzia sulle cuffie dura solo una settimana.  In pratica, oltre alle cuffie, ci si porta in giro un microfono che sente quello che succede nell’ambiente circostante e ci spara nelle orecchie una frequenza contraria (più o meno, ovviamente, la tecnologia è complicata). Il risultato è che il rumore dell’ambiente circostante,  soprattutto se ascoltate l’iPod in aereo o nel traffico, quasi scompare. Non c’è bisogno di alzare il volume. Contro? Il microfono per funzionare ha bisogno di una pila ministilo. I pro invece sono tanti, ma soprattutto uno: evitare seri problemi all’udito.

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Navigando alla ricerca di festival in Europa da segnalare per un articolone su 2night… ho trovato quello che per me è il migliore, per qualità musicale e grafica del sito.  Cominciamo dal nome, che non fa una grinza:  Electric Picnic. Il super festival si svolge dal 29 al 31 agosto in Irlanda, in campagna, a 50 minuti da Dublino e mi fa ben sperare per il futuro della musica il fatto che è già praticamente sold out.  Nel line up l’unica nota negativa sono i dinosauri Sex Pistols. Il resto è soprattutto avanguardia, elettronica e non (Cut Copy, Digitalism, Santogold, Chromeo) oppure ‘vecchi’ che hanno qualcosa da dire (Sinead O’ Connor, Wilco, Underworld, George Clinton…).  Per una volta, più che i generi e le tendenze del momento, con la bella musica. Venendo al sito del festival, mi piace perchè utilizza i colori Pantone (gli stessi dei nuovi cellulari Sharp, come sempre le sensazioni ‘cool’ sono collettive, cliccate qui, prego) e perchè è super easy. Dalla home, si clicca in alto a dx per entrare nel menù e ogni pagina è circondata da rilassanti quadratini colorati. Niente animazioni, niente musica da zittire, niente banner, solo colori e informazioni precise. 

The demolition party

Stasera la kermesse della moda parigina maschile si chiude con un party al Royal Monceau destinato ad entrare negli annali. Il noto quattro stelle che ha dato asilo, tra gli altri, a Walt Disney, Ernest Hemingway e Robert De Niro chiuderà i battenti domenica, per un anno di restyling guidato da Philippe Starck. Per chiudere in bellezza la fase Art Deco una selezione di VIP e special guest è invitata a presentarsi in Avenue Hoche con tanto di martello ed altri oggetti contundenti. Lo scopo? Distruggere tutto, prima della rinascita.

Ovviamente a tempo di musica: in console

Micky Green (www.myspace.com/mickygreenmusic),

Thomas Dutronc (www.myspace.com/thomasdutronc)

e M (www.myspace.com/matthieuchedid)

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Avevamo già parlato di questo tema in tempi non sospetti (vedi GoogleGänger). Il tempo è maturo per raccontare la storia di una ricerca di omonimi tramite Google che si trasforma poi in una ricerca di persone nella realtà. Ci ha pensato Jim Kileen che ha ideato e realizzato un film-documentario a tema e l’ha diffuso in DVD e parzialmente attraverso YouTube (questo il link). Google Me: the movie l’ultima frontiera della socializzazione attraverso la globalizzazione della rete.

Rojo, Tabellini e il Toro Rosso

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Chi l’ha detto che arte e sponsor non possono andare d’accordo? Daniele Tabellini, conosciuto anche come Fupete, dipinge, o disegna, e accanto alle sue opere danno bella mostra di sè marchi cool o presunti tali: J&B, Nastro Azzurro, Rojo, Smart, Red Bull (che col suo Toro Rosso non manca mai), etc etc. Il suo stile sarebbe “punkie totalista”, per citare il press release, ossia punk ma non proprio punk, ma anche totalmente punk. Per me è più che altro arte naïve, ossia cose che sembrano infantili non lo sono per niente. Le opere di Tambellini vanno in onda come work in progress su www.televisionet.tv dal 27 giugno mentre chi non si accontenta di mediazioni e vuol vederle live, dal 26 deve recarsi a Rojo ArtSpace, ovviamente in via Tortona, a Milano. In questi spazi le opere sono sempre in corso o performance (in progress) e, oltre a interagire con gli spettatori (come accade sempre durante un concerto, un dj set, un’opera)… e pure con i sopracitati sponsor.

Reluxury, essenzialità e essenza

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Il nuovo lusso coniuga essenzialità, valore intrinseco e tempo.

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Sedici contenitori-valigia, concepiti come oggetti itineranti, custodiscono al loro interno una selezione dei lavori di architettura temporanea realizzati da Ico Migliore e Mara Servetto con un team internazionale di architetti, grafici e designer, in ambiti molto diversi, dal design alla moda, dall´industria all´editoria…Domandina? Dove poteva prendere vita tutto ciò se non a Torino, oltrechè capitale del design, vero centro nevralgico della creatività e del buon vivere all’italiana?

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KOR ONE (per il sito clicca qui) è una bottiglia riutilizzabile e di design, prodotta in polimeri plastici, ma senza Bisfenolo A (materiale controverso probabilmente nocivo, presente in alcuni casi nelle bottilgie di plastica). Un oggetto cool che attraverso la possibilità del ri-uso spinge l’accelleratore sull’eco-compatibilità;

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Cassettina mon amour (encore…)

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Da queste parti, l’avrete intuito, siamo dei nostalgici della cassettina/mix tape della nostra adolescenza e tarda infanzia. Mi aggancio alle suggestioni di Teofrasto (qui) e K@be (qui e qui) e ricomincio il giro, ma senza supporti digitali.

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