Archive for the ‘Lifestyle’ Category

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Noi fashionisti amiamo alla follia Tumblr.com, un blog publisher molto più cool di Blogger e Wordpress. Voglio dire, se thesartorialist.blogspot.com nascesse oggi sarebbe senz’altro su Tumblr. Perché? Ma è ovvio, no? è un sistema così cool perché i modelli son più belli. Punto. Tra i tanti Tumbler c’è pure Terry Richardson, autore di campagne dirompenti per Sisley e decine di altri marchi. Su www.terrysdiary.com si capisce come sia peculiar (ovvero cool) la sua vita. Il ristorante in cui ha mangiato per il Thanksgiving Day è a Little Odessa, un quartierino di immigrati russi per ora poco cool e molto conveniente. Ieri ha pubblicato una foto di lui che ‘Tom Ford’ che si baciano su un set fotografico di Vogue France, rivista che un mese Ford a ha diretto. Per me la foto è un falso, ossia Terry limona con un altro. Ma magari mi sbaglio… E il suo blog è così cool!

Che succede in discoteca? Anzi, visto che il 90% di quello che succede in discoteca non è affatto cool (Ruby, Corona, il nuovo disco di David Guetta pieno di duetti molto più brutti delle sue hit, ballerine che non sanno ballare, dj che mixano col computer perché non sono dj, …), succede anche qualcos’altro? Per fortuna si. Segnaliamo tre tipi di clubbing che c’entrano poco e niente l’un con l’altro, ma tutti innovativi. O Almeno simpatici. 1) Il tour italiano dei Bloody Beetroots tocca locali diversissimi tra loro: il Limelight di Milano (commerciale), il Supermarket di Torino (cool), il Link di Bologna (alternativo)… La musica di Bob Rifo conta, la ‘location’, invece, no. 2) Al Teatro Franco Parenti una domenica al mese c’è Elita Sunday Park, un simpatico pasticcio artistico che inizia a mezzogiorno e finisce a mezzanotte. L’ingresso è libero e il 12 dicembre c’è l’elettronica live di Dj Vadim e Memory9. Insomma, a teatro si balla molto meglio che in disco. 3) A Mantova, anzi a 200 metri da Mantova sud, il 17 dicembre nasce Dandy, una disco fashion che non vuol fare rivoluzioni, solo coccolare i suoi ospiti. Non domina il solito nero, bensì il verde. La champagneria è degna di questo nome (ovvero le etichette in lista sono tante), al mixer ci sono solo professionisti (tra gli altri Gianni Morri e Francesco Sarzi) e c’è un budoir in cui le ragazze e le signore possono inciprirarsi il naso con l’aiuto di Fabrizio Favari, make up artist di Miss Italia. In alto il video trailer del locale.

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    Come dice giustamente il press release “StEP09 punta a superare la logica dell’evento unicamente espositivo con l’ideazione di spazi e sezioni, dove il coinvolgimento e lo slancio creativo delle gallerie sarà totale”… Detto così, non è che si capisce molto, perché di cose ‘espositive’ cool ce ne sono tante… ed altrettante molto brutte. Comunque il sottomarino che si vede sul sito e che vedete sul sito è molto cool. Partiamo dai fatti. La location è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, a Milano. Il quando è dal 26 al 28 novembre, ingresso piacevolmente libero. Il cosa sono le proposte, ovviamente artistiche, di 40 gallerie d’arte (italiane ed estere). “Tutte le gallerie presenteranno “Solo Show” o “progetti speciali” (rieccoci col press release). Ma cosa vuol dire progetto speciale? E’ pieno di progetti speciali banali e progetti normali che invece funzionano. Che fatica. Meglio fare qualche nome. Tra i creativi che hanno creato installazioni c’è Tal Rosner (www.talrosner.com), film maker ed artista che a gennaio 2011 realizzerà il Video Murale della nuova sede della New World Symphony Orchestra a Miami. Si chiama Tal di nome, non è che uno scrive Tal Rosner nel senso che non lo conosce nessuno. Ovviamente cosa farà lo capirà solo chi a StEP09 ci andrà davvero.

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  • Auricolare e speaker dicono chi sei

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    I prodotti di qualità non costano poco ma spesso cambiano la vita (scrivo con un Apple che costa più del doppio del cuginetto pc). Spesso cambiano pure il look. Jambox è uno speaker per sentire bene musica con pc o con l’iPod. E’ ovviamente wireless, ossia funziona via bluetooth. Si tiene in una sola mano e fa lo stesso rumore d’un concerto rock. Diciamo un concertino. Molto chic anche Jawbone Icon, anzi Icon, un auricolare coloratissimo che si distingue. Pure questo, ovviamente è bluetooth. Lo speaker costa circa 200 dollari, il doppio dello stereo compatto che ho in camera e che non alzo mai sopra il 30% del volume. L’auricolare invece costa 100 dollari circa ma ha una funzione molto interessante. Si può connettere a più telefoni contemporaneamente.

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    Qualche giorno fa ho scritto del design americano, ma pure quello europeo, in particolare bretone (come Ionna Vautrin la designer) e italiano (come Foscarini, il brand). La lampada è Take Away e si chiama Binic, come un faro della Bretagna. I colori sono molto piacevoli e l’uso è molto personale. La designer era partita da un modello più grande, mentre ora è una abat jour molto cool. La sua dote maggiore credo sia l’equilibrio, ossia non cade mai (grazie a dei pesi dentro, credo) anche se sempre precaria. C’è solo un piccolo problema, ovviamente non indicato sul sito di Foscarini. Costa 138 euro. Mica poco.

    Chiasso, design USA a buon prezzo

     

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    Chiasso non è solo una ridente cittadina al confine tra Italia e Svizzera. E’ anche un gran bel sito di oggetti di design a prezzi abbordabili anche se non certo low cost. Anzi, è proprio un’azienda americana, una sola azienda a produrre tutti quanti questi oggetti. Sembra impossibile, visto che Chiasso non è l’Ikea ma è così. Ci sono delle bellissime scrivanie in acciaio, cristallo e legno oppure in acciaio e legno (i prezzi vanno dai 600 ai 1200 euro circa). Molto belli anche i rack mobili da 98 euro in cui si possono stivare cd / blue ray e dvd oppure riviste. Purtroppo la spedizione dei prodotti in Europa è gratuita come invece accade a chi a chi abita negli USA.

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  • Den Harrow vs Tom Hooker… su You Tube

    E’ tutta una faccenda di inglese finto e di tempi che cambiano. Den Harrow fu scelto come nome di un progetto musicale dance italiano anni ‘80 perché suona come Denaro. In quel periodo e pure dopo (vedi Corona) era normale che l’immagine di una band fosse un bel modello/a, ma in studio i brani li cantavano veri cantanti. L’autotune, il software che intona anche le campane, non l’avevano ancora inventato. Chiunque sa che Den Harrow in realtà non cantava molti dei brani e li cantava l’americano Tom Hooker. Oggi i due, dopo qualche decennio, si danno battaglia su Youtube perché Den in alcuni live show starebbe usando ancora delle basi in cui canta Tom e la cosa a quest’ultimo dà fastidio. E’ una commedia surreale francamente divertente. E dà la soluzione a tutte le liti che ingolfano i tribunali civili: menatevi, virtualmente, su Youtube che ci fate pure ridere.

    Dr vende auto coi pr

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    Diventa ambasciatore DR ed avrai incredibili opportunità, dice uno spot radiofonico di Dr1, la city car di buon successo che ha pure rinnovato il modo di vendere le auto mettendole nei centri commerciali. Adesso l’azienda punta sui pr invece che sui soliti venditori. Tra l’altro, la figura del venditore ‘tradizionale’ di auto è davvero in crisi e le concessionarie pure… Ecco, gli ambasciatori innanzitutto possono comprasi l’auto spendendo 6.830 euro e non 8.830. La somma si paga via via, 100 euro al mese. Si compra un’auto brandizzata e non una normale, ma lo sconto è notevole. Gli ambasciatori hanno a disposizione un coupon con dei tagliandi da dare ai potenziali acquirenti dell’auto. Se un acquirente segnalato dall’ambasciatore la Dr la compra davvero, quest’ultimo per un mese non paga la rata. In pratica, il segnalatore / ambasciatore si becca poco più dell’1% di quello che vende, ma ha anche uno sconto sicuro e notevole sull’auto. Cari venditori tradizionali, con le vostre scrivanie nelle concessionarie, tremate.

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    Che bello Il Deboscio. Mi è sempre piaciuta l’ironia tagliente e assolutamente pessimista dei ragazzi de Il Deboscio. Adesso però sono cresciuti e vogliono, giustamente, monetizzare un po’ del loro potere di comunicazione. Come? Nel modo più semplice alla Lapo Elkann, alla Tom Ford (i due hanno in comune almeno una cosa: fanno occhiali da sole che costano un capitale, e come tutti sanno proprio i sunglasses sono tra i prodotti in cui la differenza tra prezzo di produzione e prezzo di vendita è maggiore). Ovvero fanno abbigliamento. Pardon, streetwear. Ovvero, abbigliamento per giovani metropolitani. Che resta della loro ironia tagliente sulle loro t shirt? Parecchio. Una maglia con su scritto da grande farò il manager la fanno solo loro e costa solo 35 euro. E poi c’è un portale in cui mettono online manifesti digitali in cui senz’altro mi riconosco pure io che faccio ufficio stampa.

    Chanel french fries

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    Non si sa bene chi abbia inventato questo splendido couture fast food by Chanel che impazza sul web. Forse uno dei primi blog a pubblicarlo è stato questo qui: vintagejesusfashion.blogspot.com. Senz’altro quelli Chanel non ne sanno niente e senz’altro non hanno fatto loro piacere questo ’simpatico omaggio’ con tanto di quote by Karl Lagerfeld, mr La moda. “La moda è la motivazione più salutare per perdere peso”, dice Karl. Ma la citazione sarà vera oppure no? Sembra proprio di si. Qualcuno nel super fashion blog Trend and the city dice l’immagine Chanel trash fast food assomiglia molto alla copertina di un libro e ad alcune opere dell’artista Tom Sachs. Non sono d’accordo. L’immagine qui sopra odora di patatine fritte e hamburger bello grasso. Le altre sono patinate, troppo fashion.

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