Archive for the ‘Tech’ Category

Auricolare e speaker dicono chi sei

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I prodotti di qualità non costano poco ma spesso cambiano la vita (scrivo con un Apple che costa più del doppio del cuginetto pc). Spesso cambiano pure il look. Jambox è uno speaker per sentire bene musica con pc o con l’iPod. E’ ovviamente wireless, ossia funziona via bluetooth. Si tiene in una sola mano e fa lo stesso rumore d’un concerto rock. Diciamo un concertino. Molto chic anche Jawbone Icon, anzi Icon, un auricolare coloratissimo che si distingue. Pure questo, ovviamente è bluetooth. Lo speaker costa circa 200 dollari, il doppio dello stereo compatto che ho in camera e che non alzo mai sopra il 30% del volume. L’auricolare invece costa 100 dollari circa ma ha una funzione molto interessante. Si può connettere a più telefoni contemporaneamente.

Chiasso, design USA a buon prezzo

 

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Chiasso non è solo una ridente cittadina al confine tra Italia e Svizzera. E’ anche un gran bel sito di oggetti di design a prezzi abbordabili anche se non certo low cost. Anzi, è proprio un’azienda americana, una sola azienda a produrre tutti quanti questi oggetti. Sembra impossibile, visto che Chiasso non è l’Ikea ma è così. Ci sono delle bellissime scrivanie in acciaio, cristallo e legno oppure in acciaio e legno (i prezzi vanno dai 600 ai 1200 euro circa). Molto belli anche i rack mobili da 98 euro in cui si possono stivare cd / blue ray e dvd oppure riviste. Purtroppo la spedizione dei prodotti in Europa è gratuita come invece accade a chi a chi abita negli USA.

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  • Den Harrow vs Tom Hooker… su You Tube

    E’ tutta una faccenda di inglese finto e di tempi che cambiano. Den Harrow fu scelto come nome di un progetto musicale dance italiano anni ‘80 perché suona come Denaro. In quel periodo e pure dopo (vedi Corona) era normale che l’immagine di una band fosse un bel modello/a, ma in studio i brani li cantavano veri cantanti. L’autotune, il software che intona anche le campane, non l’avevano ancora inventato. Chiunque sa che Den Harrow in realtà non cantava molti dei brani e li cantava l’americano Tom Hooker. Oggi i due, dopo qualche decennio, si danno battaglia su Youtube perché Den in alcuni live show starebbe usando ancora delle basi in cui canta Tom e la cosa a quest’ultimo dà fastidio. E’ una commedia surreale francamente divertente. E dà la soluzione a tutte le liti che ingolfano i tribunali civili: menatevi, virtualmente, su Youtube che ci fate pure ridere.

    Mentre Vimeo preparava il suo festival poteva YouTube stare a guardare? Naturalmente no. Quindi per la sua biennale della creatività in video, YouTube Play, ha inaugurato una collaborazione davvero prestigiosa con il Guggenheim Museum.

    Anche in questo caso senza limitazioni di genere, tecniche, ispirazione, provenienza geografica o budget una giuria, che contava tra gli altri la performer Laurie Anderson, l’artista Takashi Murakami e il designer Stefan Sagmeister, ha scelto 25 video selezionati tra i 24,000 presentati.

    Lo scorso 21 ottobre i vincitori sono stati presentati al pubblico durante una cerimonia al Guggenheim di New York, in streaming in diretta in tutto il mondo su YouTube di cui qui potete vedere una sintesi. In questa pagina invece trovate i fantastici 25, in rigoroso ordine sparso, così come sono stati proiettati lo scorso weekend nei musei di New York, Bilbao, Berlino e Venezia.

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  • Melog, la radio ai tempi di internet

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    Melog, il programma che ogni giorno Gianluca Nicoletti conduce su Radio24 e che ricomincia il 5 settembre, non è il mio preferito. Da tempo sta nella cinquina dei top, ma attualmente è superato da: 1) Er Pantera Giuseppe Cruciani, sempre su Radio24 alle 18.30, l’unico ad aver capito che la politica in Italia è uno show degno del Divino Otelma 2) Deejay chiama Italia su Radio Deejay, perché Linus ha imparato a cazzeggiare in onda 3) il Gastronauta, sempre su Radio24 nel weekend con Davide Paolini, perché il cibo è molto importante 4) Da Raistereonotte su Radiouno quando al microfono c’era John Vignola (un mito ligure)… Ma i miei gusti contano poco. Credo sia molto cool il suo modo di realizzare il programma. Nicoletti, come tanti di noi, non fa un cappero tutto il giorno. L’unica cosa che fa con costrutto, come chi scrive, è stare dietro a un computer. Invece di stare ‘in riunione’ o ‘in ufficio’ ossia a perdere tempo, lui è costantemente su Facebook a dialogare con i suoi ascoltatori come fossero amici… in realtà sono davvero amici, anche se ’solo’ virtuali. Cambia la sigla musicale e chiede un parere… Gli serve una chiamata per la sigla parlata e la chiede… e via così. Credo che in futuro si farà sempre così, per adesso invece Nicoletti è uno dei più ‘avanti’. Perché per lui la rete è semplicemente parte del programma, non un aiuto in più… Il risultato anche promozionale è che un programma stralunato di livello ‘elevato’ (per tutto quello che questa parola vuol dire, senz’altro uno che parla per un’ora di motorini e fughe che si facevano a 16 anni non si dedica al ‘basso’), uno show che sarebbe perfetto per la notte di Radio3, non per la mattina di Radio24, è molto ascoltato e super cliccato. Bravo Gianluca.

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  •  arcadefire.jpgIl video del nuovo singolo degli Arcade Fire, We used to wait, è sulla bocca di tutti. Lo trovate qui con il nome di The wilderness downtown. Non un video nel senso classico, ma un’esperienza interattiva che usa le armi dell’immedesimazione emotiva. È stato girato dal regista Chris Milk insieme al Google Creative Lab, sfruttando Google Street View e Google Maps. Usa la tecnologia HTML5, e si vede meglio se avete come broswer Chrome e soprattutto un computer potente. All’inizio dovrete inserire l’indirizzo della via in cui avete passato l’infanzia, poi il video si dipana tra più finestre. Risultato non eccelso, ma utile per farsi un’idea di quello che ci attende in futuro.

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  • Il quarto schermo? E’ olografico

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    L’altro giorno ho ricevuto il solito comunicato stampa che faceva più o meno così. “Buongiorno, sono lieta di segnalarti che collegandoti a conversations.nokia.com potrai trovare molte interessanti informazioni relative al nuovo laboratorio nato dall’alleanza tra Nokia e Intel”. Ora, siccome della suddetta alleanza non è che mi importi poi tanto, volevo soprassedere, anzi l’avrei fatto con notevolissimo piacere… Poi però ho letto la frase successiva del succinto comunicato post vacanze. Dopo essermi sorbito il solito 3d (sembra tra l’altro che Toshiba abbia bruciato tutti per una formula senza occhialini), ho letto che ad Olulu, sede della joint venture Intel - Nokia: “si disegna il futuro del 4° schermo”. Sul futuro ognuno ha le sue idee, ad esempio io sono certo che la profezia dei Maya si avvererà… ma che cos’è il quarto schermo? Ovviamente da su Conversation Nokia non ho capito cosa sia anche se si tratta di un Nokia Blog molto interessante. Ma facendo un giro sul web ho capito che dovrebbe essere uno screen olografico che sui cellulari prenderà il posto di touchscreen e tastiera. Le icone saranno a tre dimensioni, ad esempio. Si potrà, non si sa bene quando, scrivere semplicemente spostando le dita sullo schermo. Sinceramente parlando, non ho capito molto, ma non amando molto la tecnologia touch, sono certo che la prossima generazione di utenti tecnologici non avrà gli schermi eternamente sporchi e pieni di ditate. Prendere nell’aria forme 3d mi sembra molto più cool. Quasi come digitare sulla tastiera con cui sto scrivendo adesso.

    iPad (Richie Hawtin)

    Durante le recenti apparizioni del progetto Plastikman il noto dj e produttore R.H. ha tenuto nascosta la sua più recente invenzione. Anche lui infatti sta sviluppando un’applicazione per iPad. Voglio sperare che in futuro eviti di farsi pagare così tanto e si presenti solo con qualche iPadella Apple alle sue performance che, sinceramente, spesso non convincolo il pubblico e anche lo stesso artista. Ricordo infatti un suo post su Twitter, quando le track che suonava apparivano in diretta sul suo status (e acquistabili sul suo Bearport) e le sue scuse sulla deludente performance subito dopo. Purtoppo però riempe ancora qualunque club e rimane quindi un ottimo investimento.

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  • OSSI :: Weapons of Mass Happiness

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    Ho iniziato a leggere e fare ricerca sulla Korea dopo aver visto 4 artisti rap che si fanno chiamare Honey Family. Che aria respirano, che cosa fumano, etc. Questo sono state le prime domande che mi sono posto. No, non credo. Però adesso voglio capire meglio qual’è il messaggio che vuole inviare al mondo e non solo, Hojun Song il front man di OSSI, la prima Open Source Satellite Initiative. Loro pensano di combinare il programma spaziale e la street art. Come primo passo producono e vendono tshirt e con il ricavato (100.000$) e l’aiuto di un’azienda di base in Lyon (FR) che produce nano tecnologie satellitari, lanceranno in orbita la prima Arma di Felicità di Massa. Secondo me c’è del marcio e sono dei geni del marketing. Voglio fare anch’io le tshirt.

    http://hhjjj.com/blog/category/strongest-weapon/

    http://www.flickr.com/photos/hhjjj/

    Super Mario passeggia con noi

    Super Mario Bros. from Andreas Heikaus on Vimeo.

    Una spettacolare animazione, realizzata dal giovane animatore tedesco Andreas Heikaus, in cui il mondo del videogioco Nintendo esce dai confini dello schermo, invadendo la città con i suoi funghi e i suoi castelli.

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