Tra tutte le applicazioni per iPhone in uscita ogni settimana, Localmind è sicuramente una delle più utili per il mondo dell’intrattenimento, della notte e non solo. Cercando il locale, il negozio, il cinema o il luogo desiderato l’utente può domandare qualsiasi cosa alle persone che hanno fatto il check-in in quel posto venendo così a conoscenza di cosa sta realmente accadendo e avendo soprattutto la possibilità di decidere se vale la pena recarsi lì o cambiare i propri piani. Sapere quanta gente c’è in discoteca, conoscere il menù del ristorante o capire se ci sono attività per bambini al parco, ora tutto è possibile.
Come funziona? Semplice. Dopo aver trovato il luogo che interessa, l’utente può porre una domanda a coloro che hanno fatto check-in (tramite Foursquare, Facebook ecc.) e aspettare che, una volta ricevuta la domanda sul proprio cellulare, qualcuno risponda in tempo reale. Un modo per aiutare ed essere aiutati che deve ancora prendere piede in Italia ma che ha buonissime prospettive di crescita.
Ultima grande novità per Localmind e il suo sviluppo futuro, è che la società lo scorso Luglio si è trasferita da Montreal a San Francisco, vero cuore pulsante della rivoluzione digitale degli ultimi anni.
Che Alber Elbaz sia un genio, si sapeva, ma la vena creativa dello stilista di Lanvin non accenna ad esaurirsi, anzi, riportata agli antichi fasti una maison che ha fatto la storia della moda - armato solo di passione, umiltà e dedizione “religiosa”, senza divismi - ora si può permettere di osare con accostamenti arditi, almeno nelle pubblicità, e ovviamente, tutti ne parlano.
Video della campagna autunno inverno 2011/12 realizzata da Steven Meisel, ecco le super top Raquel Zimmermann & Karen Elson indossare vestiti come sempre glam con colori pastello rosa, giallo senape, rosso, blu e le immancabili rouches simbolo della maison sulle note di “I know you want me” dei Pitbull. Pitbull? Si, e sta qui la genialata: agli antipodi la musica, pessimi i modelli nelle vesti di ballerini rap, divertentissimo Alber Elbaz che conclude il video in bombetta e completo nero, effetto virale assicurato.
In pochi giorni tutti i fashionisti lo hanno cliccato, condiviso, taggato. Se non lo avete ancora visto, è ora di farlo…
Un progetto ambizioso che collegherà più di 50 Paesi in una notte sola e circa 10 milioni di persone nell’arco di due mesi e mezzo. E’ il Nightlife Exchange Project di Smirnoff, un’iniziativa intelligente e globale che fa parlare di sé perché per coinvolgere un così alto numero di persone e soprattutto per promuovere il proprio brand punta tutto su quello che è, negli ultimi anni, lo strumento fondamentale per una buona campagna di marketing e comunicazione, il social network. Attraverso le pagine facebook nazionali di Smirnoff, tutti gli utenti hanno la possibilità, una volta diventati fans, di informarsi sul Nightlife Exchange Project ma soprattutto di utilizzare l’applicazione “Smirnoff Nightlife Exchange” per proporre allo staff di Smirnoff la propria idea di festa, con l’incentivo di poter vedere trasformato il proprio suggerimento in realtà.
Inoltre, ed è questo che porterà ad un grande aumento dei “like” nelle fanpage Smirnoff, è possibile partecipare fino al 20 Ottobre al contest “Win It, Get It, Share It” che permette di vincere biglietti omaggio per il grande evento del 12 Novembre e soprattutto un viaggio per due persone in Australia.
Una campagna che mira ad aumentare la visibilità delle fanpage di Smirnoff e che è finalizzata anche a concludere questa iniziativa con un grande party, in contemporanea in 50 Paesi, il 12 Novembre. L’evento italiano si svolgerà presso il Palaisozaki di Torino.
All’interno della settimana della moda il marchio Colmar Originals lancia una nuova idea per la promozione dei piumini “peso piuma” e un Temporary Store in Largo La Foppa a Milano.
Il concetto è semplice e divertente: far vivere spensieratezza e positività regalando ai passanti l’opportunità di consegnare i propri pensieri alle nuvole. In pratica un progetto di guerrilla marketing in cui si consegnano ai passanti cartelloni fumetto su cui segnare i propri pensieri e poi librarli nel cielo attaccati ad un palloncino brandizzato Colmar.
Un’altra attività consiste nel coinvolgere le persone facendoli scrivere su alcuni stickers da lasciare in giro per la città mentre lo staff Colmar avvolge tutti in una nuvola di bolle di sapone.
La campagna si può seguire tramite gli aggiornamenti in tempo reale della pagina Facebook.
Da ottobre 2011 si può passare una settimana solidale il Sierra Leone.
Nell’ultimo anno, nella località di John Obey Beach in Sierra Leone, il team di Tribewanted ha costruito un villaggio di Earth-domes, le case ecosostenibili fatte di paglia e materiale locale, avvolto in sacchi di tela messi uno sull’altro come mattoni, senza abbattere nessun albero. Una volta finite sembrano arrivate dallo spazio, ma sono il frutto della ricerca: bastano 3 persone e alcuni giorni di lavoro per costruire una casa di 40 mq completamente autonoma per elettricità e riscaldamento. Esperti locali e turisti da tutto il Mondo hanno lavorato insieme.
Ora il progetto Tribewanted parte per il secondo anno, da ottobre fino all’inizio del periodo delle piogge. Si cercano turisti consapevoli e avventurosi disponibili a dare una mano nei progetti di costruzione, sviluppo dell’energia solare, agricoltura sostenibile. Il progetto è guidato da uno staff locale di una trentina di membri tra cuochi, contadini, giardinieri e costruttori.
Si può alloggiare nelle earth-dome, o nelle capanne di legno sulla spiaggia, nuotare e fare snorkeling per chilometri in un mare incontaminato, pescare in canoa, visitare Freetown (la capitale che dista solo 40 km) e passare le serate, come vuole la tradizione, a bere vino di palma cantando e ballando insieme intorno al fuoco.
Le quote di soggiorno partono da 295 sterline a settimana, compresi i pasti e il pernottamento e si possono trovare voli a tariffe di favore su sierraleonetravel. Tribewanted è un’associazione no-profit e reinveste il 70% di questi ricavi per finanziare il microcredito e i progetti scolastici in Sierra Leone.
Per farsi un’idea di come sono andate le cose nel 2010 hanno realizzato un video.

Tempo fa era stato lanciato il sito di Charting The Beatles, un progetto collaborativo che declinava la storia e la fama del quartetto di Liverpool in una serie di infografiche. Ad un anno e mezzo di distanza il sito che dovrebbe ospitare i risultati della “chiamata alle penne” è ancora in via di sviluppo.
Nel frattempo una pool su Flickr raccoglie alcune delle adesioni. Non quella dell’illustratore statunitense Oliver Barrett però: le sue quattro opere accostano al ritratto di ognuno dei Fab Four, catturati in periodi diversi della loro vita, una visualizzazione grafica del range di strumenti da loro suonati (piuttosto ridotto quella di Ringo Starr). Le stampe sono in vendita su Imagekind.
Non perdetevi l’ultimo video degli Ok Go. La canzone è bella ma quello che affascina sono le macchine di Rube Goldberg, un domino meccanico dove tutti i componenti interagiscono tra di loro secondo una timeline sequenziale che genera un effetto soprendete.
Talmente sorprendente che Melvin The Machine è stata l’attrazione numero uno dell’ultima Dutch Design Week. La sua particolarità era l’interazione con il pubblico attraverso la condivisione delle immagini del pubblico, scattate dalla macchina in movimento, attraverso Facebook e Twitter.

Spesso quando le celebrità twittano (e a quanto pare tra i VIP e Twitter è in corso un idillio) scrivono spesso frasi no-sense. Se ti chami Aguilera puoi permetterti di scrivere qualsiasi cosa che tanto verrà letta e interpretata.
Non a caso il coloritoepertorio di very important tweets ha ispirato l’illustratrice americana Odessa Begay a fondare il Museum of Modern Tweets, una gallery di disegni che danno vita, con tinte piatte e vivaci, ad alcuni tra i più divertenti e surreali messaggini delle celebrità, prendendoli alla lettera con effetti piuttosto comici.
250.000 utenti registrati, oltre 35.000 brani dai migliori blog musicali internazionali, una media di 7 ascolti al secondo e un totale di oltre 7 milioni di pagine viste al mese. Sono numeri importanti, quelli di Stereomood.com. Ovviamente, come milioni e milioni di altre radio del pianeta, Stereomood è anche su iPhone: mood O’CLOCK è la App perfetta per svegliarsi scegliendo tra 10 differenti “playlist emozionali.” SUMMER RELAX dreamy happy calm CHILLOUT energetic WORKING bohémien… Clicchi su uno degli stati d’animo e parte la playlist. La cosa è semplice e, anche per gli esperti di musica, spesso sorprendente. A chi scrive piace proprio la playlist Lost in Jamaica. Ormai le persone che col cellulare sono Always On, ovvero sempre connesse, sono tante. E i vantaggi come Stereomood, pur piccoli, si fanno apprezzare.
Prometeo e il suo fulmine, Tesla e i suoi esperimenti sull’elettricità… Oggi tutto questo è più cool che mai, visto che è ovvio che il petrolio sta per finire e l’energia nucleare mette paura (dovrebbero mettere paura anche i terremoti e i palazzi non antisismici italiani, tant’è). Tesla coil è il nome di una delle più stupefacenti invenzioni dello scienziato serbo Nikola Tesla. E’ una macchina elettrica in grado di generare scariche elettrostatiche disruptive di alta frequenza e altissimi voltaggi. Costruita e messa in funzione da masque, performer che sa come stupire… metterà paura ed emozionerà gli spettatori del Teatrino della Collegiata di Sant’Arcangelo di Romagna durante il Sant’Arcangelo Festival. Cool anche il doppio spettacolo ogni sera: 8, 9 e 10 luglio ore 20.00 e 23.30. Lo spettacolo dura 50′.
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