Coca Cola a la carte

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Pare che Coca Cola voglia lanciare (sul web circolano alcuni filmati di prova del dispositivo) un distributore automatico touch screen (tecnologia b square) che dà la possibilità di crearsi la propria Coca Cola dal gusto “tailor made” scegliendo tra 100 possibili combinazioni (chimiche) a disposizione. La base della bevanda rimane sempre quella, ma attraverso una serie di possibili combinazioni di aromatizzazioni è possibile davvero farsi una Cola personalizzata. Il nome del distributore dovrebbe essere “Coca Cola freestyle”

La birra VJ

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Cosa succede quando il sito di una birra vuole essere creativo e coinvolgente? Un buon esempio l’ha dato ZOOGAMI birra austriaca (non male peraltro, vero K@be? ;-) ) che sul sito ci fa da VJ: il tema è ZOOGAMI è una birra contemporanea, cos’è per te una cosa contemporanea? Ognuno può mettere una parola (io ho provato con “fashion” potete vedere il mio clip nelle recorded experiences) e il brand costruisce un videoclip “sartoriale” e unico - mio e suo (del brand) - attingendo a piene mani dal web (immagini, musica, etc) e mixando e montando il tutto in pochi secondi. E’ possibile salvare, firmare e condividere il clip prodotto. Io trovo il tutto stratosferico. Provate sul sito a farvi il vostro clip

Redbull si fa lo spot in stop motion

… e che spot: ancora una volta il brand del primo e più famoso energy drink arriva per primo e si fa fare un viral spot con la tecnica dello stop motion (quella de “La Sposa Cadavere” di Tim Burton tanto per capirci) da quello che considero un grande dell’animazione e della grafica e che i più attenti già conoscono certamente - Carlos Lascano (sito).Oltre al video “The Can” per Redbull  consiglio a chi gradisse lo stile la visione anche di qualcosa di più consistente sempre dello stesso artista: “A short love story in stop motion”  un gioiellino di 3 minuti con soundtrack by Sigur Ròs.

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Fino a dove si può spingere il packaging di un prodotto superclassico come il vino?

Il celeberrimo stilista Christian Audigier - riconosciuto “signore del Jeansche ha lanciato negli ultimi 5 anni alcuni “marchietti internazionali” tipo Ed Hardy, Christian Audigier, SMET, Crystal Rock, C-Bar-A, Savoir Faire, Evel Knievel, Rock Fabulous, Paco Chicano, Von Dutch e ha contribuito con la sua creatività anche al successo di marchi quali Diesel, Fiorucci, Bisou Bisou, Levi’s, NafNaf e American Outfitter - un vero brand man, tanto da avere il suo marchio tatuato sulla schiena (vedi link al sito di Audigiers), ha deciso di rifare il look anche alle bottiglie di vino.

Le bottiglie sono di certo impatto (non ho detto belle!). La cosa curiosa è che il vino contenuto è vino francese dichiaratamente di buona qualità (pricing: 20$ bottiglia), ma questo che dovrebbe essere un key driver per posizionarsi non è per nulla stressato nella comunicazione e nel packaging del prodotto.

Questi vini  con questo approccio al mercato non si rivolgono assolutamente ad un target di conoisseurs attenti alla qualità, bensì propongono una categoria che non verrebbe in alcun modo considerata ad un target completamente nuovo per la stessa: nuovi bevitori di vino che vogliono un prodotto non serioso, ma che si proponga come “playfull“. Non a caso Audigier ha deciso che il sito di questi prodotti si chiami  www.thecoolwine.com , ha voluto come pay off “it’s not just wine, it’s a lifestyle” e ha dato ai suoi vini da subito una pagina su MySpace

Ma tutto questo è extreme brand stretching o extreme product re-thinking ?

“green” spirits - far good spirits

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L’idea è di un’eminenza grigia del mercato spirits, l’ex vice presidente marketing Campari/Skyy Dave Racicot: una linea di liquori organici - Thatcher’s Organic Artisan Liqueurs (il sito è un gioiellino di photo-web-greendesign), cioè prodotti utilizzando prodotti esclusivamente naturali e dal packaging rispettoso di “mamma gea” - bottiglie leggere e in vetro riciclabile così come le etichette in carta riciclata. Ad oggi in vendita solo in California e Illinois (USA) ma pronti ad invadere il mondo?

Bar cellulare

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Un concept store completamente nuovo si affaccia nel mondo horeca: il MiNiBAR.

Il primo MiNiBAR ha aperto i battenti a Amsterdam. Ma cos’è un MiNiBAR?

“Semplicemente un bar dove non devi aspettare che qualcuno ti serva, mai, perchè sei tu a servirti da solo: tu e i tuoi amici potete entrare nel MiNiBAR e dopo aver fatto tappa alla reception per farsi consegnare la chiave di un MiNiBAR personalizzato (cioè con ciò che più vi aggrada in una lunga lista di bevande premium) consumare in libertà il contenuto del MiNiBAR .”

Si può anche mangiare qualche snack o se si ha un po’ più fame ordinare del sushi e piatti di stagione dal delivery menu. Per saperne di più e scoprire i partner dell’operazione vi rimando al sito. cin.

Afterhourathome.com

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E’ tardi e vuoi fare un party, sei stanco e non hai voglia di uscire a bere qualcosa? afterhourathome.com potrebbe essere la risposta. Prosit.

Wine 2.0 ?

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Il vino è decisamente una delle bevande più trendy in questo momento - basti pensare alla grande diffusione di wine bar: ultimamente in ogni dove si può inciampare in uno nuovo, appena aperto. Oggi c’è anche chi sta ripensando al “packaging“: dalle clasiche bottiglie che consentono poche variazioni di forme al ripensamento totale del design. Un esempio è rappresentato da VOGA Italia (vedi sito) che presenta una collezione (forte è il richiamo al fashion già dal filmato introduttivo della loro home page) composta da 4 vini, 3 monovitigno (Pinot Grigio fermo e Pinot Grigio spumante Trento/Veneto, Merlot di Sicilia) e 1 cuvee (Merlot, Shiraz, Pinot Noir e Cabernet) in un packaging davvero innovativo, minimalista ma di certo impatto. Cosa pensate dell’idea di avere il vino in altri package ? Il vino può essere innovativo (anche nelle forme)?

Drink 2 b slim ?

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Un prodotto certamente particolare fa capolino nel mondo dei drink, propriamente degli energy drink. Visto in mano ad alcune starlette hollywoodiane - tra cui Katie Holmes in Cruise - pare Celsius (questo il nome del drink) abbia la capacità di far … dimagrire chi lo beve. E visto quanto è secca Katie ci sarebbe pure da crederci. Un sacro Graal quindi? In realtà dalla visita al sito Celsius si evince che questo drink accellerebbe il metabolismo favorendo il processo di termogenesi per cui chi lo beve dovrebbe essere in grado di bruciare ben 100 calorie nelle 3 ore dopo il periodo di assunzione di una bottiglia di Celsius. Funziona? Non funziona? Chissenefrega in fondo il product concept è interessante e il Vip marketing funziona ancora abbastanza bene.

‘na botta d’energia (energy shot)

 

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Tequila, whiskey, rum, vodka … alcune delle bevande che si bevono classicamente in shot (vedi anche chupito). Da Maggio 2009 Redbull mette il piede in un mercato vergine per quanto riguarda le bevande analcoliche e in particolare energetiche. Redbull energy shots … ‘na botta d’energia. Si può seguire l’evoluzione del prodotto sul sito dedicato