Salone del Tessile (Cernobbio)

5-7 Maggio 2010

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Per quelli che il Lago di Como non lo dimenticano mai e dicono anche no al  Salone del Mobile di Milano. Poco importa se sono le aziende più qualificate del settore. Per quelli che si sentono designer nel 2010. Importa invece che l’elenco di espositori sia internazionale. Vuoi vedere che su quel ramo del Lago se ne escono con un concetto moderno come il Made in Europe. Da sottolineare che la fiera si propone come anteprima mondiale del tessuto d’arredamento e del tendaggio e che abbia scelto Villa Erba per restare lontano da tentazioni e luoghi comuni; determinata a parlare solo di qualità e professionalità. La presenza di Karim Rashid però mi convince a pensare che anche questi industriali vogliano divertirsi, con stile. Mi accredito.

http://www.propostefair.it/

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Un calendario. Un’idea non proprio originale, ma se a farla è Mini allora è degna di menzione. Il calendario di Mini, concepito da giovani designer, ha lo scopo di rappresentare artisticamente Minimalism, l’iniziativa promossa da Mini per aumentare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale.

La sfida posta agli artisti era quella di includere nei loro design la forma di una Mini. Il calendario mostra la collezione dei 12 design vincitori che sono stati selezionati con cura tra le 4000 opere inviate sul sito di MINIspace.com durante la competizione. Potete ordinare una copia del calendario qui.

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  • L’idea della cassettina non è certo nuova. Anzi. Negli anni ‘90 le compilation in cassetta ci aprivano nuovi incredibili scenari. Oggi la stessa idea: 10 tracce, 1 copertina, 10 mixtapes, realizzati da altrettante persone tra grafici e designers americani, canadesi e brasiliani. Su questo sito potete ascoltarvele tutte.

    Iphone LookBook per Manuel Bozzi

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    Dopo aver creato custodie per Iphone, rivestendolo all’esterno, lo stilista pisano Manuel Bozzi è voluto entrarci dentro. E’ lui che per primo ha deciso di veicolare la sua collezione di gioielli e accessori tramite Iphone. Un vero e proprio lookbook telefonico.

    www.manuelbozzi.it

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    Da qualche tempo Puma realizza sneakers marchiate Ducati, scarpe che senz’altro non sono male… L’iniziativa però non è sia poi così cool, ricalca gli schemi del consueto co-branding (tipo la collaborazione tra Vespa e Adidas per delle polo che si sono carine, ma vuoi mettere le Superstar o le Px). Fortunatamente il matrimonio continua e ha dato alla luce altri figli: tre Ducati Monster rielaborate da tre giovani designer (Abigail Briggs, Charlotte La Roche e Laura Mackness) del Central Saint Martins e premiate col Puma Central Saint Martins Bursary Awards. Questi tre mostriciattoli verranno presto messi all’asta e il ricavato servirà agli studenti a pagarsi gli studi. Ossia i designer si aiutano da soli col loro talento e il supporto di due grandi marchi. Non male.

    Un 2009 di self promotion by Designboom

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    Come si dice sempre e purtroppo raramente si fa, “anno nuovo vita nuova”. Anche per chi fa professioni strane come il designer. Da  Design Boom  una bella proposta per presentarsi alla grande. A soli 69 dollari si può frequentare, ovviamente online, un self promotion course in 30 lezioni. Lo scopo non è quello di insegnare a fare i designer, cosa che è un po’ difficile, ma solo quella di presentare ai potenziali clienti la propria attività con qualche pratica lezione. La prima si intitola: perchè auto promuoversi? L’ultima inizia il tuo business, nel mezzo tanti consigli utili su come presentare il proprio portfolio e su come far si che il proprio ‘io creativo’ diventi una specie di brand. Visto che non faccio il grafico ma il giornalista - ufficio stampa, purtroppo il corso non lo farò, ma quanto sarebbe se ci fosse qualcosa di simile pure per me.

    Il nuovo design scorre sui fiumi

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    BreadedEscalope (www.breadedescalope.com) è il nome di un collettivo di designer australiani che creano innovative sedute affidando il risultato finale ad una variabile indipendente: la forza idrica di un fiume che scorre. Un mix di resine viene chiuso in uno stampo all’interno di una grossa palla che viene gettata nel fiume e poi recuperata. Et voilà lo sgabello, per forza di cose unico al mondo.

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