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Charlotte Casiraghi e la nuova avventura nel mondo dell’editoria. Un nuovo magazine di moda. Ecochic.La mission? Sostenere la fashion-sostenibilità con una rivista. Sponsored by Loro Piana.

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PPR holding del lusso che annovera - fra gli altri - brand come Gucci, Balenciaga e Bottega Veneta è il mecenate del progetto “Home”, un film-documentario sul pianeta che viene lanciato oggi in 127 paesi. La produzione è firmata da Luc Besson e la regia dal celebre fotografo francese Yann Arthus-Bertrand e il film è volto a sensibilizzare le persone sui problemi del pianeta e sull’influenza che ognuno di noi ha sullo stesso. Filmato in alta definizione in ben 54 paesi (120 location diverse) durante 217 giorni la produzione si avvale delle voci fuori campo di Glenn Close per la versione in inglese e di quella di Salma Hayek per l’edizione latina. Il mecenatismo di Henry Pinault, CEO PPR, ha reso possibile la distribuzione gratuita, libera dai diritti di distribuzione del film su multipiattaforma: “Home” andrà nei cinema, in TV, sul web (partner Youtube/Google) ed ad un prezzo di costo in DVD.

Un ottimo esempio - insomma - di quando il lusso sposa l’ecologia e “marchia” un prodotto di alta qualità (giustamente), ma che non ha scopo di lucro, viene regalato (freemium), liberandolo su tutte le piattaforme disponibili. Un bel colpo: se ne parla e se ne parlerà bene e di riflesso si parlerà bene di PPR.

Sarà poi un caso che i 2 gruppi del lusso LVMH (vedi qui) e PPR stanno raccontando e comunicando con visioni aeree/spaziali/dall’alto in modo differente ma con una scelta precisa e cromaticamente molto simile?

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I designer Hwang Jin Wook, Jeon You Ho, Han Kuk II and Kim Ji Myung hanno preso alla lettera l’adagio dei mitici sixties, quasi seventies (I Giganti ci hanno quasi vinto un Sanremo con il brano che conteneva questa frase). Si chiamano “Seedbombs” e sono proprio bombe di semi che possono essere lanciate da aerei per prevenire la desertificazione del pianeta. Il prodotto è ancora a livello concept, ma è ben studiato: ogni bomba contiene molte capsule, ognuna potenzialmente una pianta ed è in grado di fornirle nutrimento e cura finchè la stessa non è ingrado di crescre da sè rigogliosa. Mentre la pianta cresce, la capsula si biodegrada. Dopo il salto le specifiche tecniche e i probabili primi obiettivi. (more…)

“green” spirits - far good spirits

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L’idea è di un’eminenza grigia del mercato spirits, l’ex vice presidente marketing Campari/Skyy Dave Racicot: una linea di liquori organici - Thatcher’s Organic Artisan Liqueurs (il sito è un gioiellino di photo-web-greendesign), cioè prodotti utilizzando prodotti esclusivamente naturali e dal packaging rispettoso di “mamma gea” - bottiglie leggere e in vetro riciclabile così come le etichette in carta riciclata. Ad oggi in vendita solo in California e Illinois (USA) ma pronti ad invadere il mondo?

LA bottiglietta di plastica

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L’acqua è uno dei beni più preziosi, è universale. Il PET è il materiale polimerico di cui molte bottiglie sono fatte, è igienico, riciclabile, ma fortemente inquinante quando disperso nell’ambiente. Certo le bottigliette di plastica sono comode, praticamente ci seguono durante tutte le nostre attività nel corso della giornata: campeggiano sulle nostre scrivanie, le abbiamo con noi in borsa per dissetarci per strada, ne abbiamo sempre una a portata di mano in palestra quando ci alleniamo … E se avessimo una sola bottiglietta d’acqua ricaricabile?

Io in una settimana in cui mi sentivo particolarmente verde ci ho pure provato, ma il PET giorno dopo giorno perdeva in rigidità e diveniva sempre più fragile e rovinato. Oggi qualcuno ha pensato a inventarsi LA bottiglietta da mezzo litro ricaricabile/riutilizzabile e questo qualcuno non poteva essere altri che MUJI, brand-non-brand da sempre attento all’essenziale ed all’essenzialità. Riuscirà questa bottiglietta a conquistarsi un posto di riguardo nelle nostre vite di tutti i giorni? In ogni caso buon idea.

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Eco Cordless

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Progettato e realizzato da Siemens, questo cordless è interamente realizzato in plastica riciclata. Sul retro una tabella spiega quanta energia, emissioni nocive e materia prima sono state risparmiate nel produrlo.

La forma della funzione 2

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Questa intelligente lampada è contenuta in se stessa: la confezione è in realtà la struttura della lampada stessa e contine tutte le sue parti. Lo smaltimento della confezione è risolto alla radice… perchè la confezione non esiste.

I’m not a paper cup

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La assai eco-iconic “I am Not a Plastic Bag” disegnata da Anya Hindmarch ha una amica.

“I am Not a Paper Cup” da ai bevitori di caffè la possibilità di sfoggiare le loro tazze di caffè da passeggio senza sensi di colpa: realizzata in porcellana, con coperchio in silicone, è destinata ad essere usata all’infinito.

Eco Sacca

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La borsa da palestra ecologica è fatta riciclando le vele delle barche

Ecobook

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ASUS in bamboo: molto eco-iconic, vero?

Dopo i brand/prodotti Eco-Ugly (costosi, poco performanti, privi di sapore, semplicemente eco-friendly versioni di quelli “veri”) si sono visti i brand/prodotti Eco-Chic (nice e cool come i meno sostenibili originali).

Ora sembra arrivato il momento dei brand/prodotti Eco-Iconic.

Cosa offrono in più? Oltre ad essere eco-friendly permettono di mostrare e impressionare gli altri, rendendo riconoscibilissimo il proprio “green lifestyle”.

Per creare brand Eco-Iconic non basta creare una versione eco-friendly di un prodotto esistente, appiccicando una etichetta verde, occorre creare prodotti nuovi, con un proprio specifico design, completamente diverso ed originale, capace di offrire, a chi lo compra e lo usa, una specifica identità e soprattutto una facilissima identificazione.