13 Set
Come vorresti che fosse il futuro?, diceva un bello spot della Telecom di qualche anno fa. Altro che John Travolta vs Hunziker. Ecco, a questa domanda si proverà a rispondere nella Social Media Week di Milano, Buenos Aires, Mexico City e Los Angeles, dal 20 al 24 settembre di quest’anno. In realtà la domanda è una po’ diversa, come sarà la città del futuro? Ma cambia poco. Ma che succederà? Ad esempio, lunedì 20 settembre, all’Università di Milano (via del Perdono 7) si discuterà su un tema molto complesso, ovvero su come i social media non siano solo Facebook, luogo virtuale del perder tempo, ma anche nuovi spazi di comunicazione e condivisione della conoscenza, una “public sphere” che crea le condizioni per la partecipazione informata dei cittadini. E fin qui il futuro delle città è senz’altro luminoso. Però tra i suoi Media Partner, la Social Media Week Milan può contare anche su Urban Screen, ovvero quello schermone di 487 mq che dà mostra di sé in P.zza Duomo a Milano. Come c’è scritto sul sito della manifestazione ‘La medializzazione della città è uno degli scenari del futuro: comunicazione, arte, pubblicità saranno sempre più parte dell’arredo urbano’… Ma ne siamo poi così certi, soprattutto per Milano? La speranza è che la qualità di ciò che viene comunicato cresca e la quantità cali. Ad esempio, a Madrid (vedi foto) i manifesti pubblicitari sono pochissimi e il comune comunica attraverso splendide piccole locandine poste nei tanti viali della città. Il comune ovviamente non comunica solo mostre, anche cose amene come la Fashion Night Out. Il risultato è visivamente splendido. A Firenze invece i manifesti sono troppi, a Roma ancora di più, mentre a Milano c’è Urban Screen, che proprio splendido non è. E quindi, come vorrei che fosse il futuro di Milano? Meno pubblicizzato.
16 Mar

Nunzio Liso è un politico. Imprenditore agricolo, è candidato a Sindaco di Andria nelle elezioni Amministrative del 28 e 29 marzo prossimo. Eletto Consigliere comunale di Andria nel 1993, nel 1996 e nel 2000, etc etc… A differenza di tanti colleghi, ha realizzato un gran bel sito, con l’homepage piena di minivideo stile “Come vorresti che fosse il futuro” di Telecom Italia, solo che qui la domanda è se fossi sindaco. Poi al posto dei soliti, penosi, manifesti elettorali, ha scelto di far diventare i suoi 6×3 delle installazioni quasi artistiche. Questo è pieno di biciclette, ad un altro sono appesi dei pannelli solari veri. Certo, il paragone che farò è molto forte, troppo forte, ma se una volta gli artisti lavoravano col pubblico (ovvero col Papa e coi santi), oggi se si vuol essere non dico artisti ma almeno creativi e innovare, forse non è sbagliato lavorare per la politica. Forse.
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