Pescheria con cucina, a Torino

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Torino, non è soltanto un nome… Torino è Napoli che va in montagna, cantava, un milione d’anni fa Antonello Venditti. Oggi Torino è una delle città italiane più multietniche, sobrie, eleganti e innamorate di quella strana bandiera rossa, bianca e verde dell’Italia. Detto questo, che forse non è poi così uncool (a passeggiare per il centro ci si sente in Europa, non in altrove, il che è piacevole), a Torino, in una vietta del centro, via San Francesco da Paola da qualche mese è aperto un locale semplice e molto furbo. Si chiama La Pescheria. Ci si può comprare il pesce, ovviamente, ma si può anche mangiarlo, scegliendo tra cotture semplici. Tra i piatti: finissima di scampi, finissima di polipo, cannolicchi e capesante gratinate, acciughe al verde, carpacci di spada, tonno e salmone e tartare di pescato giornaliero. Qualcuno può anche dire che anche nei ristoranti ‘alti’ il pesce si compra a peso. Certo, solo che qui i prezzi sono accettabili e il pesce si può anche portar via. Mica male.

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Iniziamo con la conclusione. Io questa mostra non me la perdo. E non perché, come dice un press release scritto tra l’altro benissimo e ovviamente senz’anima (l’anima dobbiamo mettercela noi, e che cavolo) “esplora percorsi narrativi, biografici e autobiografici che conciliano personalità diversissime tra loro”. No. Io dei percorsi me ne frego. Io valuto le opere con i brividi. Siccome spesso li sento, se non li sento, vuol dire che non mi piacciono. In questo caso ne ho sentiti tanti e la mostra non me la perdo (è vero, l’ho già scritto). Mauro149, Rems182, Ninja1 e Mach505, ossia i quattro membri del collettivo Truly Design espongono a Torino dal 6 maggio al 6 giugno 2010 allo Spazio Azimut (Piazza Palazzo di Città 8). Concludo con un altro pezzo del press release, così scrivo qualcosa di compiuto. “Truly Design è un percorso artistico e personale, è la scommessa di 8 mani che lavorano come fossero 2, è il superamento della fase autoreferenziale di ogni artista per confluire in una dimensione collettiva, dove la creatività individuale è al servizio di tutti e viceversa”.

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     A partire dal 19 dicembre e fino a marzo 2010 Palazzo Madama espone il risultato degli incontri del primo ciclo di knit cafè chiamato Madama Knit. Molto chic, come nome e come iniziativa. Molto made in Torino. Dal mese di marzo ad oggi oltre 100 partecipanti si sono riunite ogni primo sabato del mese nelle sale del museo, per realizzare un grande manufatto che grazie anche al lavoro di stilista  torinese Elena Pignata è diventato un’installazione artistica. L’installazione comprende un giardino incantato, un cervo, che come tutti sanno (tranne, ovviamente chi scrive) è simbolo sabaudo e pure un grande pannello. Info: 011 4429911, madamaknit.blogspot.com

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    A Torino, a Palazzo Bertalazone di San Fermo, dal 2 al 4 ottobre c’è Byhand, una manifestazione a metà tra arte e moda che metterà in mostra un sacco di pezzi unici e/o limited edition e non solo. Per chi non lo sapesse, Byhand significa ‘a mano’, ossia la caratteristica comune dei capi e degli accessori in mostra è che non sono prodotti in serie realizzati da tanti diversi aterlier. Ci sarà Pietra Pistoletto con l’abito-installazione “tappeto-luce”, confezionato a mano con calze di campionario, e ci sarà Caterina Bertolotto, artista newyorkese con origine italiana. Quest’ultima esporrà i suoi Art Dresses, abiti che raccontano dal suo punto di vista, la storia della donna e non solo quella della moda. Infine partecipano anche i fotografi Stefania Bonatelli, Arash Radpour, Turi Rapisarda, Daniele Tedeschi e Max Tomasinelli, i cui scatti esplorano il vago, spesso inesistente, confine tra arte e moda. Nella foto alcuni Art Dresses.


    In America vanno pazzi per gli Streetwar, i giochi di ruolo che simulano battaglie urbane. Dopo tre edizioni a Torino gli organizzatori hanno deciso di esportare questa Spystory in tutt’Italia. Nata da un’idea di due esperti di marketing che si sono ispirati a un vecchio film italiano di Elio Petri, “La decima vittima»”, con Marcello Mastroianni, la Spystory si svolge in 9 città contemporaneamente.

    Funziona così: ci si iscrive sul sito, si paga la quota associativa (40 euro) e si riceve a casa un kit. Ogni contendente ha in sorte una “preda” che deve “eliminare” per prenderne il posto e dare la caccia a quella che lui stava braccando. Una missione da compiere da solo o in squadra. La persona colpito consegnerà il dossier in suo possesso ed il suo obiettivo diverrà la nuova preda. Eliminazione dopo eliminazione ne rimarrà solo uno.

    Una delle regole di questo gioco è che non puoi stare fermo per più di 24 ore, perché se no sarebbe troppo facile, come spiega Anna Porello: uno sa che devono colpirlo, si nasconde per tutto il tempo che vuole in casa ed esce solo per colpire lui. La controindicazione è che se uno trova dove abiti, si apposta lì fuori e ti aspetta. Prima o poi sarai obbligato a uscire

    Sul sito ufficiale del gioco si parla di una prossima edizione, la prima a livello nazionale, che partirà contemporaneamente in 14 città italiane.

    Louis Vuitton City Guides

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    La guida turistica più glamorous del mondo con 3500 indirizzi in 30 città  selezionate da 25 gornalisti di moda (illustratore Ruben Toledo). La raccolta è custodita in un prezioso cofanetto giallo che contiene nove diverse edizioni nelle quali si possono trovare i migliori locali, ristornati e concept store.

    L’edizione 2008 della Louis Vuitton City Guide è legata anche ad un progetto multimediale, è infatti scaricabile anche in formato mp3, ascoltabile mentre si visita proprio una delle città selezionate; in Italia sono: Milano, Roma, Venezia e Torino.

    http://www.louisvuittonsoundwalk.com

    Parliamo di…POLISENSO

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    Un negozio da visitare ad occhi chiusi

    Il primo Olfattorio nacque a Torino… non è una vera e propria profumeria, ma un luogo esclusivo dove si possono degustare “per via olfattiva”  grandi profumi e cosmetici di nicchia provenienti da tutto il mondo. … il silenzio è sacro…e le narici “si aprono”!!

    La degustazione  è gratuita e imperniata su speciali coppette di carta (non ci sono le classiche striscioline), che vengono appoggiate su piedi in plexiglas, e infine donate al visitatore con il nome del profumo che contengono. Il naso compie una vera e propria full immersion nel minuscolo cono vaporizzato di profumo. “Il profumo si può anche assaggiare come uno champagne o centellinare come un vino d’annata, prima di sceglierlo” (G.Gaidano, ideatore della formula)

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    Sedici contenitori-valigia, concepiti come oggetti itineranti, custodiscono al loro interno una selezione dei lavori di architettura temporanea realizzati da Ico Migliore e Mara Servetto con un team internazionale di architetti, grafici e designer, in ambiti molto diversi, dal design alla moda, dall´industria all´editoria…Domandina? Dove poteva prendere vita tutto ciò se non a Torino, oltrechè capitale del design, vero centro nevralgico della creatività e del buon vivere all’italiana?

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