17 Nov
Una lodevole iniziative strategica nata da una curiosa commistione tra sabbia e uva. Se ci pensate bene il vino è storicamente prodotto pigiando l’uva con i piedi, ma, non ricordo nessuna etichetta italiana dal nome tipo “Scalzo” o “Piedi Nudi”; invece negli US ci sono arrivati facilmente, vuoi anche perchè in spiaggia ci si può andare anche a piedi nudi con una buona bottiglia di vino californiano. Ci può stare! Case History :: ogni anno, oltre 25.000 spiagge negli US vengono chiuse per essere poi bonificate. Barefoot Wine e Surfrider Foundation hanno pensato d’incoraggiare i residenti a contribuire attraverso il volontariato alla pulizia delle spiagge in modo da renderle “barefoot-friendly”. Il risultato è stato di oltre 1.200 persone in più di 25 località che hanno sostenuto l’attività no-profit. Cheers.
Barefoot Wine Beach Rescue Project - Huntington Beach from Christine Reardon on Vimeo.http://www.barefootwine.com/
30 Apr

Fino a dove si può spingere il packaging di un prodotto superclassico come il vino?
Il celeberrimo stilista Christian Audigier - riconosciuto “signore del Jeans” che ha lanciato negli ultimi 5 anni alcuni “marchietti internazionali” tipo Ed Hardy, Christian Audigier, SMET, Crystal Rock, C-Bar-A, Savoir Faire, Evel Knievel, Rock Fabulous, Paco Chicano, Von Dutch e ha contribuito con la sua creatività anche al successo di marchi quali Diesel, Fiorucci, Bisou Bisou, Levi’s, NafNaf e American Outfitter - un vero brand man, tanto da avere il suo marchio tatuato sulla schiena (vedi link al sito di Audigiers), ha deciso di rifare il look anche alle bottiglie di vino.
Le bottiglie sono di certo impatto (non ho detto belle!). La cosa curiosa è che il vino contenuto è vino francese dichiaratamente di buona qualità (pricing: 20$ bottiglia), ma questo che dovrebbe essere un key driver per posizionarsi non è per nulla stressato nella comunicazione e nel packaging del prodotto.
Questi vini con questo approccio al mercato non si rivolgono assolutamente ad un target di conoisseurs attenti alla qualità, bensì propongono una categoria che non verrebbe in alcun modo considerata ad un target completamente nuovo per la stessa: nuovi bevitori di vino che vogliono un prodotto non serioso, ma che si proponga come “playfull“. Non a caso Audigier ha deciso che il sito di questi prodotti si chiami www.thecoolwine.com , ha voluto come pay off “it’s not just wine, it’s a lifestyle” e ha dato ai suoi vini da subito una pagina su MySpace
Ma tutto questo è extreme brand stretching o extreme product re-thinking ?
4 Feb


Il vino è decisamente una delle bevande più trendy in questo momento - basti pensare alla grande diffusione di wine bar: ultimamente in ogni dove si può inciampare in uno nuovo, appena aperto. Oggi c’è anche chi sta ripensando al “packaging“: dalle clasiche bottiglie che consentono poche variazioni di forme al ripensamento totale del design. Un esempio è rappresentato da VOGA Italia (vedi sito) che presenta una collezione (forte è il richiamo al fashion già dal filmato introduttivo della loro home page) composta da 4 vini, 3 monovitigno (Pinot Grigio fermo e Pinot Grigio spumante Trento/Veneto, Merlot di Sicilia) e 1 cuvee (Merlot, Shiraz, Pinot Noir e Cabernet) in un packaging davvero innovativo, minimalista ma di certo impatto. Cosa pensate dell’idea di avere il vino in altri package ? Il vino può essere innovativo (anche nelle forme)?
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